Un nuovo foglio miniato da una perduta mariegola per la Scuola di San Giovanni Evangelista a Venezia / Chiara Ponchia / I grandi progetti di digitalizzazione del patrimonio librario che ormai da decenni vengono sviluppati e tenacemente...
moreUn nuovo foglio miniato da una perduta mariegola per la Scuola di San Giovanni Evangelista a Venezia / Chiara Ponchia / I grandi progetti di digitalizzazione del patrimonio librario che ormai da decenni vengono sviluppati e tenacemente portati avanti dal lavoro congiunto di esperti di diversi settori-dal bibliotecario, all'ingegnere informatico, allo storico della miniatura e a tutte le altre figure che a vario titolo sono coinvolte nello studio del libro manoscritto e a stampa-costituiscono una risorsa di valore incommensurabile per la comunità scientifica, che vede incrementare di giorno in giorno la mole dei dati accessibili online. Considerazioni sull'attività e nuove proposte per Bartolomeo Giolfino / Luca Fabbri / La fisionomia di una delle più note dinastie di scultori veronesi tra Quattro e Cinquecento, ovvero quella dei Giolfino, è stata sinora indagata con più soddisfazioni dal punto di vista documentario, nel tentativo di ricostruirne la complessa genealogia familiare, che da quello artistico. "Un detto con Astrologo di mano del Palma il Vecchio". Nei depositi della Gemäldegalerie di Dresda l'Oroscopo giorgionesco creduto distrutto / Sergio Alcamo / In diverse monografie, cataloghi ragionati, saggi e articoli pubblicati tra la seconda metà del XX secolo fino al primo decennio del successivo e dedicati a Giorgio (Zorzi) da Castelfranco, detto "Giorgione" capita spesso di leggere a proposito di un dipinto della Gemäldegalerie Alte Meister di Dresda (un'opera dal soggetto alquanto enigmatico e con spiccate caratteristiche stilistiche e iconologiche che rimandano alla produzione artistica di questo maestro) che tale composizione fu distrutta durante il secondo conflitto mondiale nel 1945. Una vicenda frammentata: la pala per la cappella maggiore di Santa Corona a Vicenza, da Francesco Giolfino a Jacopo Tintoretto / Michele Guida Conte / Il presbiterio della chiesa domenicana di Santa Corona ospita il tabernacolo (1669-1686 ca.) eseguito da Francesco e Domenico Corberelli, un mirabile esempio del ritorno in auge della tecnica del commesso marmoreo "iuxta artificium quod vocant florentinum". L'opera è la tappa finale di un processo di rinnovamento avviato nel 1479, quando grazie alla munificenza della corporazione notarile si decise di rimuovere il coro dalla navata centrale, una soluzione in anticipo rispetto al medesimo tipo di operazione fatto a Santa Anastasia a Verona, e poi ai Santi Giovanni e Paolo a Venezia. La valenza e la portata storica di siffatte riforme spaziali furono fissate da Giorgio Vasari, che in un passo autobiografico delle Vite ricorda l'incarico affidatogli da Cosimo I de' Medici. «Petrus venetus 1547». La Crocifissione della parrocchiale di Bodzentyn e alcune note sul manierismo veneziano in Polonia e Lituania nel Cinquecento / Federico Maria Giani / La chiesa parrocchiale di Bodzentyn, piccolo villaggio di campagna a circa 150 km da Cracovia, conserva una monumentale ancona manierista, di circa 600×1.200 cm, proveniente dall'altare maggiore della cattedrale del Wawel. Segnalata per la prima volta all'attenzione della comunità accademica polacca da Marian Sokołowski nel 1913, all'inizio degli anni 2000 l'ancona è stata oggetto di uno studio approfondito da parte di Paweł Pencakowski, che ne ha ricostruito le tappe essenziali della vicenda storica. Nonostante ciò, ma certo anche a causa dell'assenza di un inquadramento critico appropriato, la sua esistenza è rimasta finora ignota al di fuori dei confini polacchi. Novità su Jacopo Apollonio, nipote dei Bassano / Claudia Caramanna / Dopo quasi cinquant'anni dal pioneristico articolo di Marisa Pivato De Paoli del 1964, che giustamente lo definiva un "epigono dei Bassano", una decina d'anni fa si è registrata una ripresa di interesse per la figura di Jacopo Apollonio, nipote di Jacopo Bassano per parte materna e ultimo pittore della prolifica famiglia Dal Ponte. Intorno a Nicolò Roccatagliata e Sebastiano Nicolini e un caso di trasmissione di modelli a Venezia nel XVII secolo / Francesca Stopper / Negli ultimi decenni la scultura bronzea veneziana è salita alla ribalta: le sono stati dedicati numerosi studi, sia di carattere generale-come Vulcan's forge in Venus' city: the story of bronze in Venice di Victoria Avery-, sia volti ad approfondire singole personalità dall'età rinascimentale a quella barocca. Tra gli artisti riscoperti si annoverano Nicolò Roccatagliata e suo figlio Sebastiano Nicolini, nei cui profili perdurano tuttora delle lacune. Questo contributo, attingendo ai contratti legali di apprendistato e ad altri documenti d'archivio, vuole precisare alcuni aspetti della loro vita e attività professionale. Altre scritture riguardano un episodio di eredità culturale e trasmissione di modelli, che li vede protagonisti, insieme al bronzista Cesare Groppo e agli orefici Andrea e Giovanni Balbi. "… le merende sono andate in cielo". Johann Liss (e Nicolas Regnier) a Venezia / Vincenzo Mancini / La clamorosa acquisizione della Tentazione di santa Maria Maddalena di Johann Liss qualche tempo fa messa a segno dal Metropolitan Museum of Art di New York ha avuto l'effetto di riaccendere i riflettori su un pittore geniale quanto defilato-o come si dice oggi di nicchia-del Seicento, un artista ignoto o quasi alla platea dei turisti culturali unidirezionati dei nostri tempi. Il tedesco Johann Liss era stato oggetto di una meditata monografia apparsa nel 1999 a firma dello storico specialista Rudolph Klessman: il che ci esime dal richiamare con sistematicità i radi dati biografici finora raccolti. Iconografia e propaganda a Venezia nel Settecento: Jacopo Guarana a Palazzo Ducale / Sara Grinzato / Gli studi specialistici hanno ricorrentemente manifestato interesse iconologico riguardo ai cicli pittorici cinquecenteschi del Palazzo Ducale di Venezia, interpretandoli come forma di esaltazione degli ideali politici e quali pubblica imago configurata a giustificazione dello splendore della città. Scopo del presente scritto è offrire una descrizione delle composizioni allegoriche dipinte nella sede del governo veneziano nel secolo XVIII, e in fattispecie degli ambienti decorati nel settimo e ottavo decennio da Jacopo Guarana.