Books by Andrea Pinotti

At the Threshold of the Image. From Narcissus to Virtual Reality, 2025
This book explores the impacts of a desire that has motivated human beings since prehistory: the ... more This book explores the impacts of a desire that has motivated human beings since prehistory: the desire to enter an image. Over the centuries, every culture has tried to realize this wish with whatever visual resources were available at the time, and today's virtual reality technologies seem close to fulfilling it. The image in VR becomes an immersive 360-degree environment and the frame that used to confine it to a world apart disappears. Even the physical medium in which the image materializes appears to be transparent. However, once the border between the real world and the iconic world becomes permeable, we are faced with a troubling two-way passage: we penetrate the world of the image, but the image floods into our world. The desire for being encompassed by the image is accompanied by fear of this overflowing. In its analysis of this desire/fear, "At the Threshold of the Image" takes the reader on a journey from the myths of Narcissus and Pygmalion to contemporary VR headsets, passing through the pictorial traditions of trompe l'oeil and living sculptures, the mirrors in Alice in Wonderland, illusionistic architecture, panoramas and phantasmagorias, and 3D cinema.

Il primo libro di teoria dell'immagine (Einaudi 2024), 2024
Viviamo circondati dalle immagini, persino immersi in esse. Grazie ai nostri dispositivi ne ricev... more Viviamo circondati dalle immagini, persino immersi in esse. Grazie ai nostri dispositivi ne riceviamo e produciamo noi stessi quotidianamente piú di quante ne riusciamo davvero a fruire. Trasformiamo sistematicamente ogni nostra esperienza in un'immagine da condividere, archiviare, manipolare. Per questa pervasiva presenza delle immagini dovremmo essere nella condizione migliore per comprenderle. Ma è proprio perché sono dappertutto che risulta difficile metterle a fuoco, capire come funzionano, fare un passo indietro e porle a quella giusta distanza, che sola consente un approccio critico. Questo libro offre una bussola per orientarsi nel paesaggio delle immagini: l'iconosfera. Ogni suo capitolo muove da un caso esemplare, per affrontare un problema specifico e considerare il metodo che la nostra tradizione culturale ha elaborato per risolverlo: la semiotica, la psicologia della Gestalt, il formalismo, l'iconologia, l'energetica, la fenomenologia, l'ontologia, la psicoanalisi, le teorie del figurale, la neuroestetica, la filosofia analitica della depiction, gli studi di cultura visuale, senza trascurare gli orizzonti inaugurati dalle nuove tecnologie di realtà virtuale e aumentata e di intelligenza artificiale. Conclude il volume una riflessione intorno alla spinosa questione dell'immagine astratta.

Affidiamo le nostre memorie ai monumenti perché le conservino per noi. Così possiamo permetterci ... more Affidiamo le nostre memorie ai monumenti perché le conservino per noi. Così possiamo permetterci di dimenticarle. È questo il paradosso che affligge il memoriale: costruito come dispositivo di rammemorazione, si ribalta nel suo contrario, e diventa macchina di oblio. L’arte monumentale contemporanea si è ingegnata per trovare una terapia a questa patologia. A partire dagli anni sessanta si è formato un movimento eterogeneo, spesso radicale e non di rado contraddittorio, di artisti coinvolti nella progettazione di “contromonumenti” o “antimonumenti”: congegni che per via negativa ci interrogano nel profondo del nostro rapporto paradossale con la memoria e l’oblio. Rifacendosi liberamente ai non-uments di Gordon Matta-Clark, Andrea Pinotti preferisce chiamarli “nonumenti” e ne delinea una grammatica e una tipologia.
Ma ci riesce davvero, il nonumento, a fare meglio del monumento? Davvero un parallelepipedo o una fontana che spariscono nel terreno gestiscono meglio le nostre smemoratezze rispetto a un obelisco o a una colonna orgogliosamente eretti nella loro ostinata verticalità? Davvero una performance o un re-enactment che durano pochi minuti o poche ore risultano più efficaci di un mausoleo ben piantato dove sta da centinaia di anni? Davvero aria, luce, colori, bits ci salvaguardano dall’amnesia più di pietra, bronzo, ferro?
Queste domande risultano oggi urgenti più che mai: il tema del memoriale è tornato alla ribalta, proprio quando ci si impegna da più parti a buttarne giù il più possibile. In un’epoca in cui le statue vengono gettate nelle discariche per effetto dell’ondata di violenza iconoclastica ispirata dalla cosiddetta cancel culture o woke culture, questo libro propone una riflessione insieme estetica e politica sull’arte monumentale contemporanea e sulla contraddizione che l’affligge: negare il monumento, per riaffermarlo. Fare il nonumento.

Culture visuelle. Images, regards, médias, dispositifs , 2022
Cet ouvrage présente les concepts fondamentaux, les questions principales et les nouvelles perspe... more Cet ouvrage présente les concepts fondamentaux, les questions principales et les nouvelles perspectives de recherche des études sur la « culture visuelle ». Après avoir retracé les origines de cette notion dans la tradition de l'histoire de l'art et dans les théories de la photographie et du cinéma des premières décennies du XX e siècle, le livre reconstruit le développement récent, au niveau international, des visual culture studies et de la Bildwissenschaft. Les chapitres suivants proposent des outils essentiels pour étudier la dimension techniquement déterminée, mais aussi historiquement et socialement située, des images comme des formes de la vision. Les exemples analysés proviennent de contextes culturels et de périodes historiques très variés et concernent jusqu'à la réalité virtuelle et la réalité augmentée, les nouvelles images produites par l'intelligence artificielle et les nouvelles technologies de machine vision.
Andrea Pinotti est professeur d'esthétique et de théorie de l'image à l'Università Statale de Milan, où il dirige le projet ERC « An-Icon » dédié à l'histoire et théorie des environnements immersifs. Il est l'auteur de Empathie. Histoire d'une idée de Platon au post-humain (Vrin, 2016) et Alla soglia dell'immagine. Da Narciso alla realtà virtuale (Einaudi, 2021).
Antonio Somaini est professeur de théorie du cinéma, des médias et de la culture visuelle à l'Université Sorbonne Nouvelle. Il a publié Ejzenštejn. Il cinema, le arti, il montaggio (Einaudi, 2011), et codirigé La haute et la basse définition des images (Mimésis, 2021) et Repenser le médium. Cinéma et art contemporain (Les presses du réel, 2022). Culture visuelle Images, regards, médias, dispositifs Andrea Pinotti, Antonio Somaini les presses du réel les presses du réel Collection « Perceptions » www.lespressesdureel.com

Entrare nell’immagine: un desiderio che accompagna l’umanità
dall’alba dei tempi, perdendosi nell... more Entrare nell’immagine: un desiderio che accompagna l’umanità
dall’alba dei tempi, perdendosi nelle nebbie del mito. Un desiderio
che nei secoli ogni cultura visuale ha cercato di realizzare con
i mezzi di volta in volta disponibili. E che oggi le tecnologie di realtà
virtuale promettono di soddisfare: l’immagine si fa ambiente immersivo,
ci avvolge a 360 gradi, è presenza in carne e ossa. Saltano
le cornici che la confinavano in un mondo a parte. Persino il
medium in cui si concretizza sembra farsi trasparente. Una volta
aperto il passaggio fra il mondo reale e il mondo iconico, dobbiamo
però aspettarci un varco percorribile nei due sensi: penetriamo
nel mondo dell’immagine, ma l’immagine esonda nel nostro
mondo. Al desiderio si accompagna il timore per tale tracimazione.
Questo libro esplora quel doppio movimento, e ricostruisce la
storia di quel desiderio-timore, delle fantasie che ha innescato e
delle strategie escogitate per corrispondervi: dal proto-immersivo
Narciso ai caschi VR, passando per il trompe-l’oeil e le sculture
viventi, gli specchi e le architetture illusionistiche, i panorami e le
fantasmagorie, l’arte-ambiente, il cinema in 3D. Indugiando sulla
soglia che al contempo separa e congiunge quei due mondi, ne
subiamo il fascino, e ne apprezziamo il rischio.
« Mets-toi à ma place! » Si souvent, nous croyons y parvenir; si souvent nous devons reconnaître ... more « Mets-toi à ma place! » Si souvent, nous croyons y parvenir; si souvent nous devons reconnaître qu’on n’y arrive pas. « Empathie » est le terme qui décrit cet effort, ce désir, cette victoire et cet échec.
Ce livre raconte l’histoire complexe et fascinance de cette idée, parcourant le temps depuis les philosophes grecs jusqu’aux androïdes, et croisant les disciplines comme la philosophie et la psychologie, l’anthropologie et l’hsitoire, l’esthétique et l’éthique, les études culturelles et les neurosciences.

Nel corso degli ultimi trent'anni la rapida evoluzione delle tecnologie digitali ha determinato l... more Nel corso degli ultimi trent'anni la rapida evoluzione delle tecnologie digitali ha determinato la comparsa di nuove tipologie di immagini e di nuovi dispositivi di visione, introducendo forme inedite di visualizzazione e di spettatorialità. A fronte di un panorama iconico e mediale in continua trasformazione, diventa sempre piú urgente elaborare una serie di concetti e di strumenti in grado di aiutarci a comprendere la dimensione culturale -tecnicamente, socialmente e storicamente determinata -delle immagini e dello sguardo. Il volume ricostruisce innanzitutto le origini del concetto di «cultura visuale» e lo sviluppo di quell'ampio campo di studi che si è affermato a livello internazionale con i nomi di visual culture studies e Bildwissenschaft, determinando una vera e propria svolta iconica nelle scienze umane e sociali (e persino in settori rilevanti delle scienze naturali). Vengono quindi presentate le coordinate teoriche e metodologiche essenziali per affrontare un'analisi critica delle culture visuali del presente e del passato. Sommario: Introduzione. i. Un campo di studi transdisciplinare. ii. Genealogie. iii. Occhi, sguardi, spettatori. iv. Supporti, media, dispositivi. v. Alta e bassa definizione. vi. Gli usi sociali delle immagini. -Bibliografia. -Indice dei nomi.
Aun siendo una disciplina relativamente reciente, la estética hunde sus raíces en los orígenes de... more Aun siendo una disciplina relativamente reciente, la estética hunde sus raíces en los orígenes de la cultura occidental. A la cultura griega debe su originario significado etimológico: aisthesis, sensación. Como todas las disciplinas, tiene un lenguaje con significación específica, aunque aparentemente no sea así. Esa supuesta no especificidad de su lenguaje pone al lector «ingenuo» en peligro de ser arrastrado a terrenos pantanosos, muy alejados del camino real.

Fin dalle sue origini, la filosofia ha stabilito che si pensa ragionando con i concetti, e con l'... more Fin dalle sue origini, la filosofia ha stabilito che si pensa ragionando con i concetti, e con l'anima che guarda alle idee. E nella città ideale platonica non c'è posto per gli amici delle immagini -i pittori -in quanto produttori di apparenze. Ma da quel primo esilio la pittura non ha cessato di interrogare la filosofia, opponendo alla visione disincarnata delle idee praticata dall'occhio dello spirito, la visione concreta di linee e colori, praticata dall'occhio del corpo: un pungolo costante, che contenderà per secoli al pensiero il primato dell'autentico vedere e di un diverso pensare. Il libro racconta la storia di quell'interrogazione, e le risposte che via via i filosofi hanno cercato nelle teorie estetiche, individuando i problemi fondamentali che, dall'antichità ai giorni nostri, continuano a riproporsi: imitazione ed espressione, disegno e colore, forma e contenuto, figurazione e astrazione. Fino al Novecento, quando la riabilitazione del corpo e dell'immagine ha rimesso tutto in discussione, e i filosofi hanno trovato nei pittori un tempo esiliati una nuova casa per il loro pensiero. Andrea Pinotti insegna Estetica all'Università degli Studi di Milano. Fra i suoi libri ricordiamo «Piccola storia della lontananza» (Cortina, 1999); «Il corpo dello stile» (Mimesis, 2001 2 ); «Memorie del neutro» (Mimesis, 2001); «Quadro e tipo» (Il Castoro, 2004).
Edited volumes by Andrea Pinotti

Algomedia. The Image at the Time of Artificial Intelligence, 2026
Contemporary media ecosystems are deeply entangled with algorithms, which play an increasingly pe... more Contemporary media ecosystems are deeply entangled with algorithms, which play an increasingly pervasive role in shaping our environment and mediating our perception of reality. This book aims to provide a critical map of a rapidly evolving mediascape in which humans, machines, and data negotiate forms of agency, cultural imaginaries, and scopic regimes.
In particular, the volume addresses the multiple challenges posed by algorithmic media within the domain of visual culture, and identifies a paradigmatic shift: in the age of artificial intelligence, images are no longer merely captured or represented—they are synthesized, inferred, and predicted by probabilistic models. As active agents shaping creativity and meaning-making, AI systems carry far-reaching epistemological, aesthetic, and political implications. They open new possibilities for content accessibility and participatory engagement, yet they also encode existing asymmetries. Trained on massive datasets, machine learning models often reproduce structural biases, amplify cultural and social exclusions, and perpetuate inequalities. At the same time, algorithmic systems are being subverted and reappropriated by artists and curators, transforming them into sites of resistance and experimentation for imagining alternative futures.
Bringing together perspectives from computer science, semiotics, philosophy, critical theory, aesthetics, art theory, visual culture, and film and media studies, this book sets out an interdisciplinary exploration to make key concepts—such as algorithm, latent space, neural networks, generative models, and NFTs—accessible to a humanities audience, while providing a set of critical tools to interrogate both the ruptures and continuities that define this ongoing transformation.
The contributions span a wide array of topics: from machine vision and facial recognition to social robots; from computational art analysis to generative AI, distributed authorship, and curatorial practices; from biometric surveillance and predictive modeling to the politics of datasets and decolonial critique; from virtual and augmented reality to posthuman imagery, digital afterlives, and AI-mediated memory.
Compelling us to revisit foundational categories in media studies, this book offers an analytical framework to open a debate that is not merely about “technology’s impact” but about how algorithms have become the media themselves: veritable algomedia.

Il existe peu de pays en Europe où la question du monument comme medium de la mémoire historique ... more Il existe peu de pays en Europe où la question du monument comme medium de la mémoire historique se soit posée de manière aussi aiguë et virulente qu’en Allemagne et en Autriche après 1945. Expressions de notre rapport éthique et politique à l’histoire, les débats interrogent la nécessité de la mémoire de la Shoah, l’usage possible des résidus encombrants du stalinisme ou encore de récents projets de reconstruction. Qu’est-ce qu’un monument « dit » ou « ne dit pas », et en quoi sa création, sa modification ou sa destruction engagent-elles notre avenir ? Les études de cas allemands et autrichiens rassemblées ici tentent une définition actuelle du monument, au-delà de son enracinement national.
Zweifelsohne wird das Denkmal als erinnerungskulturelles Medium in wenigen europäischen Ländern so akut und virulent verhandelt wie in Deutschland und Österreich nach 1945. Die Debatten reichen von der unabdingbaren Erinnerung an die Shoah über Fragen nach der Nutzung nationalsozialistischer und stalinistischer Überreste bis hin zu jüngsten Wiederaufbauprojekten und sind Ausdruck unseres ethischen wie politischen Verhältnisses zur Geschichte. Was also sagen Denkmäler, ihre Gestaltung, Wiedererrichtung oder Zerstörung aus und wie gestalten sie unsere Zukunft? Anhand diverser Fallstudien sucht dieser Tagungsband nach einem gegenwärtigen Denkmalbegriff jenseits seiner nationalen Wurzeln.

Che cosa significa «sentire»? Come ci rapportiamo al mondo attraverso il nostro corpo? Perché non... more Che cosa significa «sentire»? Come ci rapportiamo al mondo attraverso il nostro corpo? Perché non ci accontentiamo delle misurazioni quantitative, ma siamo spinti a valutare le nostre relazioni alle cose nelle loro qualità, chiamandole belle, brutte, sublimi, kitsch? Che cosa facciamo quando immaginiamo, giochiamo, fingiamo? Quando estendiamo il nostro fare e trasformiamo il nostro sentire grazie alle protesi tecniche e ai media, o quando ci esprimiamo artisticamente? Che cosa hanno di speciale quelle cose che definiamo opere d'arte? Davvero si possono distinguere dai fenomeni naturali, dagli oggetti ordinari, dagli strumenti? Sono solo alcune delle domande caratteristiche di quel campo della nostra esperienza, specifico e insieme diffuso, che chiamiamo estetica. Questo volume offre una prima introduzione all'estetica, nella sua duplice natura di riflessione intorno alla dimensione della sensibilità e di teoria filosofica delle arti. Rivolte a un pubblico di lettori non specialisti, le venti parole-chiave che lo strutturano prendono le mosse da una situazione particolare, per poi aprirsi in direzione di problemi piú universali. Una volta messa in moto la catena delle domande, ogni voce guarda ai principali modelli teorici che sono stati elaborati per rispondervi e al loro sviluppo storico-concettuale. Senza dimenticare che questa disciplina è, fin dal suo battesimo settecentesco, un territorio di confine, che ha sempre cercato di dialogare con i suoi vicini di casa: la storia delle arti e delle tecniche, la psicologia, l'antropologia, la sociologia, la semiotica, la teoria dei media, le scienze cognitive, le neuroscienze.

Bodies of Stone in the Media, Visual Culture and the Arts , 2020
If mediatization has surprisingly revealed the secret life of inert matter and the 'face of thing... more If mediatization has surprisingly revealed the secret life of inert matter and the 'face of things' , the flipside of this has been the petrification of living organisms, an invasion of stone bodies in a state of suspended animation. Within a contemporary imaginary pervaded by new forms of animism, the paradigm of death looms large in many areas of artistic experimentation, pushing the modern body towards mineral modes of being which revive ancient myths of flesh-made-stone and the issue of the monument. Scholars in media, visual culture and the arts propose studies of bodies of stone, from actors simulating statues to the transmutation of the filmic body into a fossil; from the real treatment of the cadaver as a mineral living object to the rediscovery of materials such as wax; from the quest for a 'thermal' equivalence between stone and flesh to the transformation of the biomedical body into a living monument.

Questo volume presenta alcuni dei più significativi saggi di Georg Simmel, raccolti per la prima ... more Questo volume presenta alcuni dei più significativi saggi di Georg Simmel, raccolti per la prima volta in un’edizione italiana unitaria e in una nuova traduzione. Il filo che lega le riflessioni di Simmel, nella prospettiva originale proposta dai curatori, è quello dell’estetica sociale, ovvero lo studio dei fenomeni sociali alla luce dei metodi attinti dall’estetica, intesa sia come teoria della percezione sensibile sia come teoria dell’arte. Unendo l’interesse per le costanti antropologiche a un piú sociologico «senso intensissimo del presente», Simmel ci insegna a riconoscere nell’estetica una dimensione costitutiva della società umana e a distinguere le modificazioni storiche del sensorio promosse dall’avvento del moderno stile di vita. Giochi di sguardi e di odori, ornamenti e corteggiamenti, ponti e porte, manici e cornici, mode e tipi urbani, fiere industriali e trasformazioni della sensibilità: l’estetica sociale non è solo un capitolo imprescindibile della filosofia di Simmel, ma un pensiero vivente, ancora valido per esplorare la nostra estetica quotidiana e per comprendere le trasformazioni della società contemporanea.
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Ma ci riesce davvero, il nonumento, a fare meglio del monumento? Davvero un parallelepipedo o una fontana che spariscono nel terreno gestiscono meglio le nostre smemoratezze rispetto a un obelisco o a una colonna orgogliosamente eretti nella loro ostinata verticalità? Davvero una performance o un re-enactment che durano pochi minuti o poche ore risultano più efficaci di un mausoleo ben piantato dove sta da centinaia di anni? Davvero aria, luce, colori, bits ci salvaguardano dall’amnesia più di pietra, bronzo, ferro?
Queste domande risultano oggi urgenti più che mai: il tema del memoriale è tornato alla ribalta, proprio quando ci si impegna da più parti a buttarne giù il più possibile. In un’epoca in cui le statue vengono gettate nelle discariche per effetto dell’ondata di violenza iconoclastica ispirata dalla cosiddetta cancel culture o woke culture, questo libro propone una riflessione insieme estetica e politica sull’arte monumentale contemporanea e sulla contraddizione che l’affligge: negare il monumento, per riaffermarlo. Fare il nonumento.
Andrea Pinotti est professeur d'esthétique et de théorie de l'image à l'Università Statale de Milan, où il dirige le projet ERC « An-Icon » dédié à l'histoire et théorie des environnements immersifs. Il est l'auteur de Empathie. Histoire d'une idée de Platon au post-humain (Vrin, 2016) et Alla soglia dell'immagine. Da Narciso alla realtà virtuale (Einaudi, 2021).
Antonio Somaini est professeur de théorie du cinéma, des médias et de la culture visuelle à l'Université Sorbonne Nouvelle. Il a publié Ejzenštejn. Il cinema, le arti, il montaggio (Einaudi, 2011), et codirigé La haute et la basse définition des images (Mimésis, 2021) et Repenser le médium. Cinéma et art contemporain (Les presses du réel, 2022). Culture visuelle Images, regards, médias, dispositifs Andrea Pinotti, Antonio Somaini les presses du réel les presses du réel Collection « Perceptions » www.lespressesdureel.com
dall’alba dei tempi, perdendosi nelle nebbie del mito. Un desiderio
che nei secoli ogni cultura visuale ha cercato di realizzare con
i mezzi di volta in volta disponibili. E che oggi le tecnologie di realtà
virtuale promettono di soddisfare: l’immagine si fa ambiente immersivo,
ci avvolge a 360 gradi, è presenza in carne e ossa. Saltano
le cornici che la confinavano in un mondo a parte. Persino il
medium in cui si concretizza sembra farsi trasparente. Una volta
aperto il passaggio fra il mondo reale e il mondo iconico, dobbiamo
però aspettarci un varco percorribile nei due sensi: penetriamo
nel mondo dell’immagine, ma l’immagine esonda nel nostro
mondo. Al desiderio si accompagna il timore per tale tracimazione.
Questo libro esplora quel doppio movimento, e ricostruisce la
storia di quel desiderio-timore, delle fantasie che ha innescato e
delle strategie escogitate per corrispondervi: dal proto-immersivo
Narciso ai caschi VR, passando per il trompe-l’oeil e le sculture
viventi, gli specchi e le architetture illusionistiche, i panorami e le
fantasmagorie, l’arte-ambiente, il cinema in 3D. Indugiando sulla
soglia che al contempo separa e congiunge quei due mondi, ne
subiamo il fascino, e ne apprezziamo il rischio.
Ce livre raconte l’histoire complexe et fascinance de cette idée, parcourant le temps depuis les philosophes grecs jusqu’aux androïdes, et croisant les disciplines comme la philosophie et la psychologie, l’anthropologie et l’hsitoire, l’esthétique et l’éthique, les études culturelles et les neurosciences.
Edited volumes by Andrea Pinotti
In particular, the volume addresses the multiple challenges posed by algorithmic media within the domain of visual culture, and identifies a paradigmatic shift: in the age of artificial intelligence, images are no longer merely captured or represented—they are synthesized, inferred, and predicted by probabilistic models. As active agents shaping creativity and meaning-making, AI systems carry far-reaching epistemological, aesthetic, and political implications. They open new possibilities for content accessibility and participatory engagement, yet they also encode existing asymmetries. Trained on massive datasets, machine learning models often reproduce structural biases, amplify cultural and social exclusions, and perpetuate inequalities. At the same time, algorithmic systems are being subverted and reappropriated by artists and curators, transforming them into sites of resistance and experimentation for imagining alternative futures.
Bringing together perspectives from computer science, semiotics, philosophy, critical theory, aesthetics, art theory, visual culture, and film and media studies, this book sets out an interdisciplinary exploration to make key concepts—such as algorithm, latent space, neural networks, generative models, and NFTs—accessible to a humanities audience, while providing a set of critical tools to interrogate both the ruptures and continuities that define this ongoing transformation.
The contributions span a wide array of topics: from machine vision and facial recognition to social robots; from computational art analysis to generative AI, distributed authorship, and curatorial practices; from biometric surveillance and predictive modeling to the politics of datasets and decolonial critique; from virtual and augmented reality to posthuman imagery, digital afterlives, and AI-mediated memory.
Compelling us to revisit foundational categories in media studies, this book offers an analytical framework to open a debate that is not merely about “technology’s impact” but about how algorithms have become the media themselves: veritable algomedia.
Zweifelsohne wird das Denkmal als erinnerungskulturelles Medium in wenigen europäischen Ländern so akut und virulent verhandelt wie in Deutschland und Österreich nach 1945. Die Debatten reichen von der unabdingbaren Erinnerung an die Shoah über Fragen nach der Nutzung nationalsozialistischer und stalinistischer Überreste bis hin zu jüngsten Wiederaufbauprojekten und sind Ausdruck unseres ethischen wie politischen Verhältnisses zur Geschichte. Was also sagen Denkmäler, ihre Gestaltung, Wiedererrichtung oder Zerstörung aus und wie gestalten sie unsere Zukunft? Anhand diverser Fallstudien sucht dieser Tagungsband nach einem gegenwärtigen Denkmalbegriff jenseits seiner nationalen Wurzeln.