La gotta e una malattia infiammatoria che nasce dall accumulo di cristalli di urato nelle articolazioni, causando dolore intenso e attacchi improvvisi. Oggi sappiamo che non e solo un retaggio storico dei banchetti, ma una condizione metabolica comune e gestibile con diagnosi corretta, terapie mirate e scelte di vita adeguate. In questa guida spieghiamo che cosa significa davvero gotta, come riconoscerla e quali sono i trattamenti supportati dalle linee guida EULAR e ACR.
Definizione e significato clinico della gotta
La gotta e una artrite infiammatoria causata dalla deposizione di cristalli di urato monosodico nelle articolazioni e nei tessuti molli. Questi cristalli si formano quando l acido urico nel sangue supera la soglia di solubilita e, in condizioni favorevoli (per esempio, temperature piu basse nell alluce), precipitano nei tessuti. Clinicamente, la gotta si presenta con attacchi acuti estremamente dolorosi, spesso notturni, e periodi di completo benessere tra un episodio e l altro. Senza trattamento, nel tempo possono comparire tofi (noduli di urato), erosioni ossee e danni articolari permanenti. Il significato clinico della gotta va oltre l articolazione: l iperuricemia si associa a obesita, ipertensione, sindrome metabolica, diabete di tipo 2 e malattia renale cronica. Secondo EULAR (European Alliance of Associations for Rheumatology), aggiornamenti 2023, la gestione moderna della gotta si fonda sul concetto treat to target, con un obiettivo numerico di acido urico, per prevenire recidive e complicanze. Capire la gotta significa quindi capire un disordine metabolico sistemico con manifestazioni articolari, non solo un attacco di dolore al piede.
Perche si forma: acido urico, reni e cristalli
L acido urico e il prodotto finale del metabolismo delle purine, presenti negli alimenti e prodotte dall organismo. In condizioni normali, circa il 70% dell acido urico viene eliminato dai reni e il 30% dall intestino. L iperuricemia deriva da una ridotta escrezione renale (la causa piu frequente) o da un eccesso di produzione. La temperatura piu bassa delle estremita e l ambiente articolare facilitano la precipitazione in cristalli. Farmaci di uso comune come i diuretici tiazidici e l acido acetilsalicilico a basse dosi possono aumentare l uricemia, mentre condizioni come la malattia renale cronica ne riducono l eliminazione. Inoltre, predisposizioni genetiche influenzano i trasportatori renali dell urato (per esempio SLC2A9, ABCG2), spiegando perche alcuni individui sviluppano gotta pur con livelli di acido urico non eccezionalmente elevati.
Fattori che aumentano l uricemia
- Dieta ricca di purine: frattaglie, alcune carni rosse, crostacei e pesci azzurri.
- Bevande zuccherate con sciroppo di mais ad alto fruttosio e succhi di frutta concentrati.
- Alcol, in particolare birra e superalcolici, che riducono l escrezione di urato.
- Farmaci: diuretici tiazidici e dell ansa, ciclosporina, tacrolimus, aspirina a basse dosi.
- Insufficienza renale, obesita viscerale, resistenza insulinica e ipotiroidismo.
- Fattori genetici che influenzano il trasporto renale dell urato e il metabolismo delle purine.
Segni e sintomi: riconoscere un attacco
Un attacco di gotta tipicamente esordisce di notte con dolore esplosivo a una singola articolazione (monoartrite), piu spesso l articolazione metatarso falangea dell alluce (circa il 50% dei primi episodi). La cute e arrossata, calda, lucida; anche il semplice sfioramento del lenzuolo puo risultare insopportabile. Senza trattamento, la crisi raggiunge il picco entro 24 ore e tende a risolversi in 7 14 giorni. Gli attacchi possono recidivare, coinvolgere piu articolazioni (poliartrite) e, nel tempo, portare a gotta tofacea con noduli di urato su orecchie, gomiti, mani, piedi e tendine d Achille. Febbricola, malessere e aumento degli indici di infiammazione sono frequenti. Il riconoscimento precoce e cruciale per iniziare tempestivamente i farmaci anti infiammatori e ridurre la durata e l intensita della crisi.
Caratteristiche tipiche di un attacco gottoso
- Dolore improvviso, spesso notturno, con picco entro 24 ore.
- Articolazione arrossata, calda, tumefatta e estremamente dolente.
- Localizzazione classica all alluce, ma anche caviglia, ginocchio, polso e gomito.
- Possibile febbricola e malessere generale durante la fase acuta.
- Risoluzione spontanea in 1 2 settimane se non trattato.
- Recidive nel tempo, con rischio di tofi e danno articolare se l uricemia resta alta.
Come si fa diagnosi
La diagnosi definitiva si ottiene identificando cristalli di urato monosodico all esame del liquido sinoviale con microscopia a luce polarizzata, dove appaiono aghiformi e birifrangenti in modo negativo. Nella pratica, quando l artrocentesi non e possibile, si usano criteri clinici e strumentali come i criteri ACR EULAR 2015, che integrano segni, livelli di acido urico, imaging ed evidenze cliniche. L uricemia da sola non basta per la diagnosi: puo essere normale durante un attacco e elevata in persone senza gotta. L ecografia articolare puo mostrare il segno del doppio contorno, indicativo di depositi di urato sulla cartilagine; la TC a doppia energia (DECT) identifica selettivamente i depositi di urato in sedi profonde. Le linee guida EULAR 2023 raccomandano un approccio integrato: confermare con cristalli quando possibile, altrimenti combinare criteri clinici, ecografia e DECT, soprattutto nei casi complessi o atipici.
Strumenti e criteri utili
- Artrocentesi e ricerca dei cristalli di urato (gold standard).
- Uricemia: utile nel follow up, non diagnostica da sola.
- Ecografia con segno del doppio contorno e tofi ecografici.
- DECT per mappare depositi di urato in articolazioni e tessuti molli.
- Criteri ACR EULAR 2015 per integrazione di aspetti clinici e laboratoristici.
- Valutazione di comorbidita: funzione renale, pressione arteriosa, glicemia e lipidi.
Cosa fare durante un attacco acuto
L obiettivo nella fase acuta e spegnere rapidamente l infiammazione. Le linee guida EULAR 2023 e ACR 2020 indicano FANS, colchicina a basso dosaggio e corticosteroidi come opzioni di pari efficacia, da scegliere in base a comorbidita e controindicazioni. La colchicina a basso dosaggio (per esempio, 1,2 mg seguiti da 0,5 mg dopo 1 ora, quindi 0,5 mg 1 2 volte al giorno per alcuni giorni) riduce effetti avversi rispetto a dosi elevate. Se i FANS non sono indicati (ulcera, insufficienza renale), i corticosteroidi orali o intra articolari sono alternative efficaci. In caso di attacchi molto frequenti o controindicazioni multiple, gli inibitori di IL 1 possono essere considerati da specialisti. Avviare precocemente la terapia, idealmente entro le prime 24 ore, abbrevia la durata e riduce l intensita dei sintomi.
Interventi nella fase acuta
- Riposo dell articolazione e impacchi freddi locali per analgesia aggiuntiva.
- FANS a dose piena, salvo controindicazioni gastrointestinali o renali.
- Colchicina a basso dosaggio secondo linee guida per ridurre effetti collaterali.
- Corticosteroidi orali o infiltrativi se FANS/colchicina non sono tollerati.
- Gestione del dolore con paracetamolo come supporto, evitando oppioidi quando possibile.
- Evitare di iniziare o interrompere bruscamente terapie ipouricemizzanti durante la crisi, salvo diversa indicazione medica.
Curare nel lungo periodo: obiettivi e farmaci
La prevenzione delle recidive si ottiene con una terapia ipouricemizzante continuativa (Urate Lowering Therapy, ULT) e un obiettivo numerico di acido urico sierico: sotto 6 mg dL (360 umol L), e sotto 5 mg dL in presenza di tofi o malattia piu severa, come raccomandato da EULAR. L allopurinolo e la prima scelta nella maggior parte dei pazienti; si inizia a basse dosi e si titola progressivamente in base alla funzione renale fino a raggiungere il target. Il febuxostat e un alternativa efficace quando l allopurinolo e controindicato o inefficace. Gli uricosurici (per esempio probenecid) sono utili se l escrezione renale non e gravemente compromessa; le terapie enzimatiche (per esempio pegloticase) sono riservate a casi refrattari. Nei primi 3 6 mesi e consigliata una profilassi anti crisi con colchicina o FANS a basse dosi per prevenire attacchi da mobilizzazione dei depositi.
Principali terapie di fondo e strategie
- Allopurinolo come prima linea, con titolazione graduale fino al target di uricemia.
- Febuxostat come alternativa quando necessario, con monitoraggio cardiovascolare secondo ACR ed EULAR.
- Uricosurici in pazienti con bassa escrezione, se la funzione renale lo consente.
- Profilassi anti crisi con colchicina o FANS per 3 6 mesi all avvio della ULT.
- Monitoraggio periodico di uricemia, funzione renale ed epatica per adeguare le dosi.
- Approccio treat to target per ridurre recidive, tofi e danno articolare nel tempo.
Chi e piu a rischio e quanto e diffusa nel 2026
La gotta e piu comune negli uomini sopra i 40 anni e nelle donne dopo la menopausa, con rischio aumentato in presenza di obesita, ipertensione, malattia renale cronica e uso di diuretici. Secondo il CDC, aggiornamenti disponibili al 2024, negli Stati Uniti circa 9,2 milioni di adulti (circa il 3,9%) hanno la gotta. In Europa, EULAR riporta una prevalenza tipica tra 1% e 2%, in crescita negli ultimi decenni per l invecchiamento della popolazione e la maggiore prevalenza di sindrome metabolica. Applicando queste stime alla popolazione italiana 2026 (circa 59 milioni), i casi stimati sarebbero tra 600 mila e 1,2 milioni. La gotta incide anche sui costi sanitari, con ospedalizzazioni per attacchi complessi e gestione delle comorbidita. L Organizzazione Mondiale della Sanita sottolinea il collegamento tra stili di vita non salutari, alimentazione ipercalorica e carico di malattie metaboliche, tra cui la gotta, invitando a interventi di prevenzione primaria e secondaria.
Numeri chiave 2024 2026
- USA: ~9,2 milioni di adulti con gotta (CDC 2024), prevalenza ~3,9%.
- Europa: prevalenza media 1 2% (EULAR 2023), tendenza all aumento.
- Italia 2026: stima 600k 1,2M casi sulla base delle prevalenze europee.
- Oltre il 70% dell acido urico e eliminato per via renale; insufficienza renale = rischio elevato.
- Obesita e sindrome metabolica raddoppiano il rischio di gotta rispetto alla popolazione generale.
- Gli uomini sono colpiti piu spesso, ma il gap si riduce dopo la menopausa.
Stile di vita, prevenzione e miti da sfatare
Le modifiche dello stile di vita non sostituiscono la terapia farmacologica quando indicata, ma la potenziano e riducono il rischio di recidive. La perdita di peso graduale, l attivita fisica regolare e una dieta equilibrata in stile mediterraneo aiutano a migliorare l uricemia e i fattori di rischio cardiovascolare. Limitare alcol e bevande zuccherate riduce le recidive; preferire latticini magri e caffe (se tollerati) puo essere utile. E importante chiarire alcuni miti: la dieta da sola raramente abbassa l uricemia quanto basta (spesso meno di 1 mg dL), e non tutti gli attacchi sono dovuti a eccessi alimentari; genetica e funzione renale hanno un ruolo sostanziale. L Istituto Superiore di Sanita ricorda che la prevenzione cardiovascolare va integrata nella gestione della gotta, data l elevata coesistenza di ipertensione, dislipidemia e diabete.
Azioni pratiche per il paziente
- Ridurre o evitare alcol, in particolare birra e superalcolici.
- Limitare frattaglie, carni rosse in eccesso e crostacei; privilegiare pesce magro e legumi.
- Eliminare o ridurre drasticamente bevande zuccherate e succhi concentrati.
- Perdere peso in modo graduale (5 10% del peso) con supporto nutrizionale, se necessario.
- Mantenere una buona idratazione (acqua) per favorire l escrezione di urato.
- Controllare pressione, glicemia e lipidi; aderire alle terapie prescritte e ai follow up.


