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Simone (metropolita di Mosca)

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Simone di Mosca
Simone di Mosca ritratto in un drappo appartenente ad Elena di Moldavia

Metropolita di Mosca e di tutte le Russie
Elezionesettembre 1495
Fine patriarcato30 aprile 1511
PredecessoreZosimo di Mosca
SuccessoreBarlaam di Mosca
 
Incarichi ricopertiAbate del monastero della Trinità di San Sergio
 
MorteMosca
30 aprile 1511

Simone, originariamente Sofronio (in russo Симон, Софро́ний?, Simon, Sofrónij; ... – Mosca, 30 aprile 1511), è stato un arcivescovo ortodosso russo, metropolita di Mosca e di tutte le Russie tra il 1495 e il 1511.

All'inizio degli anni 1490 Simone (in origine Sofronio prima di entrare in monastero) era l'abate del monastero della Trinità di San Sergio di Mosca, ed era quindi un importante esponente del clero moscovita. Doveva provenire da un'importante famiglia di ecclesiastici, poiché risultano come monaci a Mosca anche altri suoi parenti di nome Ivan e Tommaso.[1] Dopo le dimissioni del metropolita di Mosca Zosimo, fu eletto per succedergli col benestare dello zar Ivan III di Russia, che lo apprezzava molto, nel settembre 1495.[1][2]

Il nuovo metropolita dovette confrontarsi con la controversia riguardante la cosiddetta "eresia dei giudaizzanti", un movimento religioso nato a Novgorod alcuni anni prima ed espansosi anche a Mosca, considerato ereticale dagli ortodossi. Mentre il predecessore Zosimo era stato molto coinvolto nella lotta tra giudaizzanti ed ortodossi (forse dalla parte dei primi), Simone si mostrò una figura più moderata e prudente, non prendendo apertamente posizione né a favore né contro i giudaizzanti, al fine di non scontentare né i sostenitori degli eretici come la principessa Elena di Moldavia, né gli estremisti ortodossi come il vescovo Gennadio di Novgorod e il predicatore Giuseppe di Volokolamsk. A dimostrazione della sua equidistanza, intercedette presso lo zar affinché i membri della congiura contro i giudaizzanti e il principe Demetrio di Mosca fossero risparmiati, per poi incoronare nel 1498 lo stesso Demetrio come erede al trono di Ivan III.[1] S'impegnò invece nell'evangelizzazione delle terre russe, spingendo perché gli ultimi focolai del paganesimo slavo fossero estirpati, come dimostrò una sua lettera al clero ortodosso di Perm'.[2]

Nel 1503, dopo la caduta del partito giudaizzante di Mosca, su pressione dello zarevič Basilio Simone convocò un concilio dei vescovi russi, dove i giudaizzanti furono condannati duramente e fermamente, con molti di essi mandati sul rogo.[1] In un altro concilio di poco successivo, Simone s'impegnò per combattere la simonia e in generale il malcostume diffuso all'interno della chiesa ortodossa russa.[2]

Il metropolita Simone morì nell'aprile 1511 dopo una breve malattia. Sebbene non sia mai stato ufficialmente canonizzato, Simone di Mosca è ricordato nella lista dei santi venerati dalla chiesa ortodossa russa.[1]

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Predecessore Metropolita di Mosca e di tutte le Russie Successore
Zosimo 1495 - 1511 Barlaam