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Paterno Calabro

Coordinate: 39°14′N 16°16′E
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Paterno Calabro
comune
Paterno Calabro – Stemma
Paterno Calabro – Bandiera
Paterno Calabro – Veduta
Paterno Calabro – Veduta
Localizzazione
StatoItalia (bandiera) Italia
Regione Calabria
Provincia Cosenza
Amministrazione
SindacoLucia Papaianni (Paterno al centro) dal 15-5-2023 (3º mandato)
Territorio
Coordinate39°14′N 16°16′E
Altitudine680 m s.l.m.
Superficie24,63 km²
Abitanti1 318[1] (30-11-2025)
Densità53,51 ab./km²
FrazioniCasal di Basso, Calendini, Capore, Merendi, Insiti, Montebeltrano, Pantano Mascaro, Pugliano, Saima, Spadolette, Taverna
Comuni confinantiBelsito, Cosenza, Dipignano, Domanico, Figline Vegliaturo, Malito, Mangone, Marzi, Piane Crati, Santo Stefano di Rogliano
Altre informazioni
Cod. postale87040
Prefisso0984
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT078094
Cod. catastaleG372
TargaCS
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitantipaternesi
Patronosan Francesco di Paola
Giorno festivoseconda domenica dopo Pasqua
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Paterno Calabro
Paterno Calabro
Paterno Calabro – Mappa
Paterno Calabro – Mappa
Posizione del comune di Paterno Calabro all'interno della provincia di Cosenza
Sito istituzionale

Paterno Calabro è un comune italiano di 1 318 abitanti[1] della provincia di Cosenza in Calabria.

Geografia Fisica

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Paterno Calabro è un comune situato nell'area geografica delle Serre Cosentine. Il territorio comunale si caratterizza per un profilo altimetrico compreso tra i 449 e i 1194 metri sul livello del mare.
I corsi d'acqua più importanti del territorio sono il fiume Crati ed il fiume Jassa.

Origini del nome

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L'etimologia più accreditata fa discendere il toponimo di "Paterno" dall'aggettivo latino "paternum" ("paterno"), traducibile in senso ampio come "terra del padre" o "fondo ereditato dal padre".
Un'etimologia popolare, invece, farebbe discendere il toponimo di "Paterno" dal verbo dialettale calabrese "patirunu" ("patirono"), a ricordo delle fatiche dei primi abitanti che dovettero fuggire dalla città di Cosenza.
L'aggettivo "Calabro" è stato introdotto nella denominazione ufficiale del comune nel 1863, in seguito all'Unità d'Italia, per distinguere il paese da altri centri abitati omonimi presenti in Italia.

La fondazione di Paterno (oggi Paterno Calabro) viene tradizionalmente fatta risalire al periodo della conquista araba di Cosenza nel X secolo. Quando, infatti, nel 986 l’Emiro Abulcasimo conquistò e saccheggiò la città, molti abitanti cercarono rifugio nei paesi circostanti o fondarono nuovi insediamenti abitativi. Tra i nuovi insediamenti fondati dai cosentini vi fu anche Paterno[3].
Nel 1459 Paternum è annoverato dalle fonti tra i venti Casalia (Casali) di Cosenza[4].
Nel 1471 San Francesco di Paola fondò a Paterno il suo secondo convento, la cui costruzione terminò intorno al 1477[5]. Il santo vi dimorò fino al 1483, quando dovette partire per la Francia su ordine di papa Sisto IV.
A partire dal Seicento, i casali cosentini vennero denominati e ripartiti in Baglive. Così, in un decreto di Filippo IV del 1644 Paterno compare tra le venti Baglive di Cosenza[6].
Nel 1721 l’Ughelli ricorda che il casale o Bagliva di Paterno comprendeva i villaggi (pagi) di Merenda, Capora, Calendino e Casale di Basso[7].
Dal punto di vista amministrativo, la Bagliva di Paterno si strutturava come un’Università ossia un comune autonomo, dotato di un proprio sindaco e propri eletti. Peraltro, essendo una pertinenza di Cosenza ne condivideva la condizione demaniale e non era sottoposto ad alcun feudatario. Nel 1753 l’Università di Paterno concluse i lavori del proprio Catasto Onciario (pur con dieci anni di ritardo rispetto all’ordine del re Carlo di Borbone).
Nel 1799 durante la Repubblica Napoletana Paterno venne riconosciuto, con legge del 9 febbraio 1799 promulgata dal Generale Championnet, come comune autonomo del Cantone di Cosenza[8].
In seguito, nel corso del Regno di Napoli napoleonico, Paterno perse dal 1807 al 1811 la propria autonomia, venendo definito “luogo” del Governo di Dipignano; nel 1811 però venne elevato definitivamente a comune[9].
Nel 1816, con la fine del dominio napoleonico e la Restaurazione, Paterno fu compreso nel Regno delle Due Sicilie.
Nella notte tra 12 e il 13 Febbraio 1854 Paterno subì un grave terremoto di magitudo 6.2. che provocò crolli estesi a gran parte delle abitazioni. Si registrarono 14 vittime su una popolazione di 2606 abitanti[10].
In seguito alla caduta del Regno delle Due Sicilie ed al plebiscito delle province napoletane del 21 ottobre 1860, Paterno passò al Regno d'Italia.
L’8 settembre 1905 Paterno subì un secondo terremoto che danneggiò più di duecento edifici, alcuni dei quali dovettero essere abbattuti. In tale occasione non si registrarono vittime[11].
In seguito alla Seconda Guerra Mondiale, in occasione del referendum istituzionale 2 giugno 1946, i cittadini e le cittadine di Paterno Calabro votarono in maggioranza a favore della Repubblica: si registrò infatti il 55,32% dei voti a favore della Repubblica a fronte del 44,68% dei voti a favore della Monarchia. In tale occasione votò l'84,52% degli aventi diritto[12].
Il paese era originariamente suddiviso in quattro parrocchie: Santi Pietro e Paolo, San Giovanni Battista, Tutti i Santi e Santa Barbara. Dal 1987 le quattro realtà ecclesiali sono unite nell'unica parrocchia dei Santi Pietro e Paolo[13].
Dal 1974 al 2008 Paterno Calabro era un comune compreso nella Comunità Montana "Serre Cosentine", poi confluita nella Comunità Montana "Media Valle Crati/Serre Cosentine" soppressa definitivamente nel 2013.

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 23 gennaio 1973.[14]

«Di azzurro, a tre campanili di argento, a due palchi, murati e chiusi di nero, quello centrale più alto, i campanili coperti da una cupola semisferica, cimati da una croce, posti su tre gradoni di argento. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo partito di bianco e di azzurro.

Monumenti e luoghi d'interesse

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Edifici religiosi

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Santuario di San Francesco di Paola

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Sorge a 660 metri sul livello del mare. Fu fondato dall'omonimo santo nel 1471 e terminato molto probabilmente nel 1477[15]. Qui il santo soggiornò a lungo e da qui partì il 2 febbraio 1483 alla volta della Francia[16] per obbedire all'ordine del papa Sisto IV al quale si era rivolto il re Luigi XI, ammalato, per chiedere l'intervento del taumaturgo paolano. San Francesco non fece più ritorno in Italia, e visse fino al 2 aprile 1507 a Tours, dove morì all'età di 91 anni. Fanno parte dell'intero complesso: la chiesa, il convento, l'oratorio, il chiostro e la grotta della penitenza.
Particolarmente caratteristico è il chiostro che presenta sei archi ogivali per lato, poggianti su altrettante colonne. Nei corridoi, da un lato, si trovano 31 lunette che rappresentano episodi di rilievo della vita del santo; dall'altro busti di religiosi Minimi, vissuti nella prima metà del XVII secolo. Mancano i nomi degli artisti.

Chiesa matrice dei Santi Pietro e Paolo

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La chiesa sorge nella frazione denominata Calendini ed è citata per la prima volta in un documento del 25 novembre 1512.
L'edificio fu danneggiato da un terremoto nel 1638 e nel corso del XVIII secolo fu oggetto di lavori di riparazione e parziale ricostruzione. La chiesa venne poi danneggiata dal terremoto del 1854, a cui seguirono dei nuovi lavori di rifacimento e consolidamento.
Esternamente, l'edificio presenta una facciata a due ordini, arricchita da lesene e arco d'ingresso in tufo. Al centro della facciata un'ampia finestra dona luce all'interno della struttura. L'interno si presenta croce latina, a navata unica con volta a botte. L'abside, sormontato da cupola, ospita l'Altare Maggiore. A sinistra della facciata si erge il campanile a base quadrata.[17].

Edifici civili

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- Palazzo Aloe (sec. XVI)[18]
- Palazzo Curti (sec. XVI)[19]
- Palazzo Goffredi (sec. XVIII)[20]
- Palazzo Grandinetti (sec. XIX)[21]
- Palazzo Misasi (sec. XIV)[22]
- Palazzo Spada (sec. XVII)[23]
- Palazzo Terzi (sec. XVII)[24].

Evoluzione demografica

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Abitanti censiti[25]

A Paterno Calabro sono nati:

  • Nicola Misasi (1850-1923), scrittore e giornalista;
  • Maurizio Quintieri (1884-1975), musicista;
  • Francesco La Neve (1933-1986), medico sociale della Juventus Football Club dal 1965 al 1986.

Amministrazione

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Sindaco Inizio mandato Fine mandato Lista Coalizione
Carmelino Franco Caputo 1985 2004 DC Centro
Achille Francesco Esposito 2004 2008 Lista civica
Carmelino Franco Caputo 2008 2013 Lista civica
Lucia Papaianni 2013 Decaduta 30/09/2025 Lista civica
  1. 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. R. Giraldi, Il popolo cosentino e il suo territorio, Pellegrini – 2003, p. 61.
  4. L. Intrieri, I casali di Cosenza, in Tra Calabria e Mezzogiorno a cura di G. Masi, Pellgrini – 2007, p. 115.
  5. https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/18iccd_modi_9781879817961
  6. L. Intrieri, I casali di Cosenza, in Tra Calabria e Mezzogiorno a cura di G. Masi, Pellgrini – 2007, p. 115.
  7. L. Intrieri, I casali di Cosenza, in Tra Calabria e Mezzogiorno a cura di G. Masi, Pellegrini – 2007, p. 117.
  8. Proclami e sanzioni della Repubblica Napoletana pubblicati per ordine del Governo provvisorio ed ora ristampati sull’edizione officiale, a cura di Carlo Colletta, Stamperia dell’Iride, 1863, p. 45.
  9. http://www.san.beniculturali.it/web/san/dettaglio-soggetto-produttore;jsessionid=0CDDC078257FE5F750FC1C1125D904E7.sanapp01_portal?p_p_id=dettagliosoggettoproduttore_WAR_prjsanportlet_INSTANCE_9suD&p_p_lifecycle=0&p_p_state=normal&p_p_mode=view&p_p_col_id=box_contenuto&p_p_col_count=1&_dettagliosoggettoproduttore_WAR_prjsanportlet_INSTANCE_9suD__spage=%2Fportlet_action%2Fsan%2Fdettaglio_soggetti_prod%3Ffolder%3Dscheda%26id%3D9251&_dettagliosoggettoproduttore_WAR_prjsanportlet_INSTANCE_9suD_folder=scheda&_dettagliosoggettoproduttore_WAR_prjsanportlet_INSTANCE_9suD_id=9251
  10. INGV – CFTI5MeD - CATALOGO DEI FORTI TERREMOTI IN ITALIA https://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?08097IT
  11. INGV – CFTI5MeD - CATALOGO DEI FORTI TERREMOTI IN ITALIA https://storing.ingv.it/cfti/cfti5/quake.php?19344IT
  12. ELIGENDO - ARCHIVIO - https://elezionistorico.interno.gov.it/index.php?tpel=F&dtel=02/06/1946&tpa=I&tpe=C&lev0=0&levsut0=0&lev1=28&levsut1=1&lev2=25&levsut2=2&levsut3=3&ne1=28&ne2=25&es0=S&es1=S&es2=S&es3=N&ms=S&ne3=250950&lev3=950
  13. https://siusa-archivi.cultura.gov.it/cgi-bin/siusa/pagina.pl?TipoPag=comparc&Chiave=228013&RicProgetto=reg%2dcal&RicDimF=2
  14. Paterno Calabro, decreto 1973-01-23 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 20 agosto 2022.
  15. https://catalogo.beniculturali.it/detail/ArchitecturalOrLandscapeHeritage/18iccd_modi_9781879817961
  16. Quell'ultimo sguardo verso la sua amata terra... - PaternoCalabro.it, su paternocalabro.it.
  17. https://www.beweb.chiesacattolica.it/edificidiculto/edificio/82116/Chiesa+dei+Santi+Pietro+e+Paolo+%7C+Paterno+Calabro+%28CS%29
  18. https://www.discoverypaterno.it/palazzo-aloe/
  19. https://www.discoverypaterno.it/palazzo-curti/
  20. https://www.discoverypaterno.it/palazzo-goffredi/
  21. https://www.discoverypaterno.it/palazzo-grandinetti/
  22. https://www.discoverypaterno.it/palazzo-misasi/
  23. https://www.discoverypaterno.it/palazzo-spada/
  24. https://www.discoverypaterno.it/palazzo-terzi/
  25. Dati tratti da:
  • P. Francesco Rubino, San Francesco di Paola a Paterno

Altri progetti

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Collegamenti esterni

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