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Arizona

Coordinate: 34°17′12″N 111°39′25″W
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Disambiguazione – Se stai cercando altri significati, vedi Arizona (disambigua).
Arizona
stato federato
(EN) State of Arizona
Arizona – Veduta
Arizona – Veduta
Grand Canyon
Localizzazione
StatoStati Uniti (bandiera) Stati Uniti
Amministrazione
CapoluogoPhoenix
GovernatoreKatie Hobbs (D) dal 2023
Data di istituzione14 febbraio 1912
Territorio
Coordinate
del capoluogo
34°17′12″N 111°39′25″W
Altitudine22 - 3 852 m s.l.m.
Superficie295 254 km²
Abitanti7 623 818[1] (2025)
Densità25,82 ab./km²
Contee15 contee
Comuni90 comuni
Stati federati confinanti  California,
  Colorado,
  Nevada,
  Nuovo Messico,
  Utah,
  Bassa California Messico (bandiera) Messico,
  Sonora Messico (bandiera) Messico
Altre informazioni
LingueInglese (ufficiale), Spagnolo
Fuso orarioUTC-7
ISO 3166-2US-AZ
Nome abitantiArizonési[2], Arizoniani[3]
Rappresentanza parlamentare9 Rappresentanti: 3 D, 6 R
2 Senatori: Mark Kelly (D), Ruben Gallego (D)
InnoThe Arizona March Song e Arizona
SoprannomeThe Grand Canyon State, The Copper State
Motto(LA) Ditat Deus (Dio Arricchisce)
Cartografia
Arizona – Localizzazione
Arizona – Localizzazione
Arizona – Mappa
Arizona – Mappa
Sito istituzionale

L'Arizona (/ariʣˈʣɔna/[4], in inglese ascolta, [ærɪˈzoʊnə]) è uno Stato federato del sud-ovest degli Stati Uniti d'America (il 48º a essere ammesso nell'Unione, sigla AZ) che fa parte della Regione delle Montagne Rocciose. È anche parte degli Stati Uniti d'America sud-occidentali. Confina a ovest con la California e il Nevada, a nord con lo Utah e, in un solo punto, con il Colorado, a est con il Nuovo Messico e a sud con il Messico. Il confine dell'Arizona con il Messico è di 389 miglia (626 km) di lunghezza, sul confine settentrionale degli stati messicani di Sonora e Baja California. È il sesto più grande e il 16º più popoloso dei cinquanta stati. La sua capitale e città più grande è Phoenix. Altre città importanti sono Tucson, Flagstaff, Yuma e Mesa.

Lo Stato dell'Arizona è stato il 48º e ultimo degli stati contigui a essere ammesso all'Unione, ottenendo statualità il 14 febbraio 1912 (dopo l'Arizona sono entrati a fare parte degli USA solo Alaska e Hawaii, i cui territori però non sono direttamente collegati al resto degli Stati Uniti d'America). In precedenza faceva parte del territorio dell'Alta California in Nuova Spagna, prima di diventare indipendente dal Messico e in seguito ceduto agli Stati Uniti d'America dopo la guerra messico-statunitense. La porzione meridionale dello Stato è stata acquisita nel 1853 attraverso l'Acquisto Gadsden.

Il soprannome dell'Arizona è Grand Canyon State (usato anche nelle targhe automobilistiche, in onore del Grand Canyon), ma sono abbastanza diffusi anche Baby State (in quanto è il più giovane stato degli USA continentali) e Sweetheart State (in relazione alla sua entrata negli USA il giorno di San Valentino)[5].

L'animale scelto come simbolo dell'Arizona è il gatto dalla coda anellata (chiamato anche bassarisco del Nordamerica), un mammifero simile al procione.

L'Arizona è noto per il clima desertico della sua metà meridionale, con estati molto calde e inverni abbastanza miti. Oltre al Parco nazionale del Grand Canyon, ci sono diverse foreste, parchi e monumenti nazionali. Circa un quarto dello Stato è composto da riserve indiane, che costituiscono il territorio di residenza di un certo numero di tribù di nativi americani. Tra i suoi luoghi più famosi vi sono il Grand Canyon, la Monument Valley, il Meteor Crater, l'Horseshoe Bend e il Deserto di Sonora.

Interno dell'Antelope Canyon, nei pressi di Page

Con una superficie di 295.254 km² l'Arizona è il sesto Stato degli Stati Uniti d'America per grandezza. Confina a sud con il Messico, a ovest con California e Nevada, a nord con lo Utah, a nord-est in un solo punto con il Colorado (è il famoso punto di confine quadruplo, "Four Corners") e a est con il Nuovo Messico. Circa il 15% del suo territorio è di proprietà privata. Il resto è tutto di competenza pubblica con parchi e foreste statali e federali, aree protette e riserve dei Nativi americani.

L'Arizona è famoso per i suoi paesaggi desertici punteggiati da cactus. È risaputo anche quanto siano estremamente calde le sue estati e miti gli inverni. Meno note sono le sue distese di pini nelle alture dell'altopiano del Colorado nella parte centro-settentrionale dello Stato, che contrastano con la regione desertica meridionale caratterizzata dal susseguirsi di catene montuose e profonde zone vallive.

Come nel resto del sud-ovest degli Stati Uniti d'America, nell'Arizona c'è una grande varietà di paesaggi. Più della metà dello Stato è coperto da montagne o altopiani con, tra l'altro, la più grande presenza di pini del tipo "ponderosa" di tutti gli Stati Uniti d'America. Il Mogollon Rim è una formazione rocciosa di arenaria e calcare che i fenomeni erosivi hanno disegnato stagliandola per un'altezza di 600 m e che attraversa il settore centrale dello Stato segnando il limite sud-occidentale dell'altopiano del Colorado, proprio laddove nel 2002 si ebbe un enorme incendio (Rodeo-Chediski fire) la cui devastazione è ancora tangibile.

Veduta del Grand Canyon
Foreste pietrificate nel Parco Nazionale dell'Arizona
The Wave, Vermillion Cliffs

Nel nord dello Stato, seguendo il corso del fiume Colorado, si susseguono gole profondissime che si aprono su di un paesaggio maestoso, vivacemente colorato e tanto spettacolare da essere diventato uno dei siti più famosi del mondo e una delle immagini con le quali si identificano spesso gli interi Stati Uniti; è il cosiddetto Grand Canyon. Il Grand Canyon National Park, tra i più importanti e visitati del Paese, ebbe tra i maggiori promotori il presidente Theodore Roosevelt che partecipando a battute di caccia al coguaro rimase colpito dallo scenario.

Il canyon si deve all'azione erosiva del fiume Colorado nel corso di milioni di anni: è lungo circa 446 km, è compreso in un massiccio montuoso che ha un'ampiezza che va dai 6 ai 29 km ed è inciso per una profondità di più di 1,6 km.

L'Arizona è anche sede di uno dei più grandi e meglio conservati siti di impatto di meteoriti sulla terra: il Meteor Crater. Questo cratere meteoritico è un buco gigantesco (1200 m di diametro, 180 m di profondità) nel bel mezzo di una pianura dell'altopiano del Colorado, circa 40 km a ovest della cittadina di Winslow.

L'Arizona è l'unico Stato degli Stati Uniti continentali nel quale non si osserva l'ora legale. Fa eccezione la riserva Navajo sita nel nord-est dello Stato.

L'Arizona ha un clima particolarmente arido nel suo complesso (da qui, come detto, anche una delle ipotesi all'origine del suo nome). La presenza di catene montuose a ovest e la lontananza dall'Oceano Pacifico impediscono alle depressioni provenienti dall'oceano e cariche di umidità, che di per sé sono già molto poche per la bassa latitudine alla quale l'Arizona si trova, tra 36ºN e 31ºN, di giungere sullo Stato anche nelle sue estremità più occidentali.

La capitale Phoenix, situata nel sud, riceve mediamente ogni anno 90-100 mm di pioggia (la soglia per indicare il deserto è 250 mm annui) distribuiti in modo irregolare (questo perché dipendono dall'entità dei fronti perturbati che provengono da ovest) da settembre a luglio (talvolta può anche non piovere mai per tutti questi mesi). Da metà luglio a fine agosto invece può piovere anche più frequentemente e sotto forma di forti temporali anch'essi irregolari in tutta la valle (la zona pianeggiante del sud Arizona); generalmente si vedono sempre precipitazioni in questo periodo. Il fenomeno è simile a ciò che avviene, su scala ovviamente minore, con i monsoni asiatici: la formazione di una depressione a carattere statico (cioè dovuta al forte riscaldamento) sulla zona centrale degli USA fa muovere masse umide dal golfo di California (dove la pressione è più alta perché l'aria è meno calda) che incontrando i rilievi sull'Arizona è costretta a salire di altitudine, a condensare e creare fenomeni temporaleschi.

Precipitazioni ancora inferiori a Yuma, nel sud-ovest, dove la media annua scende a 60-70 mm facendone la zona più siccitosa dell'intero Stato; relativamente meglio a Tucson, nel sud-est dove si raggiungono i 150 mm annui.

Le precipitazioni invece abbondano nel nord montuoso: a Flagstaff si arriva a circa 450 mm.

Flora e fauna

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L'Arizona, situata nel Sud-ovest degli Stati Uniti, ospita una straordinaria varietà di ecosistemi che spaziano dai deserti aridi alle foreste montane. Questa diversità ambientale si riflette in una ricca e peculiare flora e fauna, adattata a condizioni climatiche spesso estreme.

La vegetazione dell'Arizona è profondamente influenzata dalla presenza di tre principali deserti: il Sonora, il Mojave e il Chihuahua. La regione desertica è dominata da piante xerofile, capaci di sopravvivere a lunghi periodi di siccità. Nel deserto di Sonora, il più famoso tra questi, cresce il simbolico saguaro (Carnegiea gigantea), un cactus colonnare che può superare i 12 metri di altezza. Altre specie tipiche includono il cholla (Cylindropuntia sp.), il fico d'India (Opuntia sp.), il creosote (Larrea tridentata) e il palo verde (Parkinsonia sp.), albero simbolo dello stato. Nelle regioni montuose e negli altopiani, la vegetazione cambia radicalmente. Le foreste di conifere dell'altopiano del Colorado ospitano pini ponderosa (Pinus ponderosa), abeti di Douglas (Pseudotsuga menziesii) e ginepri (Juniperus sp.). Nelle zone più elevate dei monti Mogollón e delle White Mountains, si trovano anche abeti rossi (Picea spp.) e larici.

La fauna dell'Arizona è altrettanto varia, con specie adatte tanto agli ambienti desertici quanto a quelli forestali. Nel deserto, tra i mammiferi, spiccano il coyote (Canis latrans), la volpe grigia (Urocyon cinereoargenteus), il bobcat (Lynx rufus), e l'antilocapra (Antilocapra americana). Tra i roditori, molto comuni sono il ratto canguro (Dipodomys sp.) e il ratto mercante (Neotoma sp.). Tra i rettili, si trovano il mostro di Gila (Heloderma suspectum), lucertola velenosa endemica, e numerose specie di serpenti, tra cui il crotalo adamantino occidentale (Crotalus atrox). Nelle zone boschive, si incontrano cervi muli (Odocoileus hemionus), wapiti (Cervus canadensis), orsi neri (Ursus americanus), puma (Puma concolor) e numerose specie di uccelli rapaci come l'aquila reale (Aquila chrysaetos) e il falco pellegrino (Falco peregrinus). Una menzione speciale merita il corridore della strada (Geococcyx californianus), simbolo dei deserti del Sud-ovest, noto per la sua velocità e comportamento predatorio.

Grazie alla varietà di habitat, l'Arizona è considerata uno degli stati americani con la maggiore biodiversità. Tuttavia, numerose specie sono minacciate dalla perdita di habitat, dagli incendi boschivi e dai cambiamenti climatici. Parchi nazionali come il Grand Canyon, il Saguaro National Park, e riserve naturali statali svolgono un ruolo cruciale nella conservazione dell'ambiente naturale e delle specie autoctone.[6]

Origini del nome

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Gli storici non concordano sull'etimologia del nome "Arizona" e la sua associazione alla regione. Quattro possibili origini sono:

  • Dalla lingua O'odham: "alĭ ṣon" (piccola sorgente), in realtà nome di una piccola cittadina che viene chiamata "Arizonac" in inglese. Essa si trova a circa tredici chilometri a sud del confine con il Messico. Storicamente potrebbe essere stata "alĭ son" o "alĭ sona". In lingua O'odham la "l" suona per uno spagnolo o un inglese come una "r". Successivamente, nella metà del XVIII secolo, i missionari spagnoli modificarono le mappe dell'area, opera di padre Eusebio Francesco Chini; essi rinominarono la città di Arizonac come Arizona. Quando le mappe vennero ripubblicate e fatte circolare in Europa il nome Arizona rimase attaccato a tutta la parte settentrionale della Nuova Spagna.
  • dal basco "aritz ona" (buone querce). Poco a sud del confine attuale tra l'Arizona e il Messico c'era un ranch chiamato Arizona, fondato dallo spagnolo di origine basca Bernardo de Urrea; nell'area vivevano anche altre famiglie di origine basca.[7]
  • dallo spagnolo "árida zona" (zona arida).
  • dall'azteco "arizuma" (filone d'argento). Nel 1736 venne fondato dagli spagnoli un piccolo campo minerario chiamato "Real Arissona" nei pressi di Arizonac.

Suddivisione amministrativa

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Lo stesso argomento in dettaglio: Contee dell'Arizona.

Lo Stato è suddiviso in quindici contee.

Il territorio dell'attuale Arizona fu abitato per millenni da popolazioni e culture indigene del Sud-Ovest nordamericano, tra cui gli Hohokam, i Mogollon, i Pueblo ancestrali, i Sinagua e altre comunità regionali. Tra i popoli nativi tuttora presenti nell'area vi sono, tra gli altri, Hopi, O'odham, Yavapai, Apache e Navajo.

Il primo contatto europeo avvenne nel XVI secolo, con le esplorazioni spagnole nel Sud-Ovest. La presenza coloniale spagnola divenne più stabile tra la fine del XVII e il XVIII secolo, soprattutto nell'area della Pimería Alta, dove il missionario gesuita Eusebio Francisco Kino fondò o promosse diverse missioni, tra cui San Xavier del Bac e Tumacácori. La colonizzazione spagnola rimase tuttavia limitata e discontinua, sia per la distanza dai principali centri amministrativi della Nuova Spagna, sia per la resistenza di diverse popolazioni indigene.

La presenza spagnola modificò gli equilibri politici, economici e territoriali della regione. Le missioni cattoliche, i presidi militari, l'introduzione dell'allevamento e il controllo di aree agricole e risorse idriche alterarono i rapporti tra le comunità native e le autorità coloniali. In varie zone del Sud-Ovest, le politiche missionarie e militari produssero forme di dipendenza economica, lavoro coatto o coercizione religiosa ma i coloni incontrarono una forte resistenza da parte delle popolazioni locali.

Nel 1680 la rivolta dei Pueblo, guidata da Popé, riuscì temporaneamente a espellere gli spagnoli dal Nuovo Messico. Anche se il controllo spagnolo fu poi ristabilito, la rivolta ebbe conseguenze rilevanti per l'intero Sud-Ovest: mostrò la vulnerabilità dell'autorità coloniale e contribuì alla diffusione di cavalli, armi e nuove forme di mobilità e conflitto tra le popolazioni indigene della regione.

Nel corso del XVIII e del XIX secolo, i rapporti tra autorità coloniali e comunità native furono altalenanti, segnati da alleanze mutevoli e scambi commerciali ma anche razzie, e campagne militari. Gli Apache, in particolare, opposero una lunga resistenza alla penetrazione spagnola, messicana e poi statunitense. La loro capacità di muoversi in territori montuosi e desertici, unita a tattiche di guerriglia e a una profonda conoscenza dell'ambiente locale, rese difficile il controllo militare stabile dell'area.

Dopo l'indipendenza del Messico dalla Spagna, nel 1821, l'Arizona entrò a far parte del territorio messicano. In questa fase i conflitti tra autorità messicane, coloni e gruppi apache si intensificarono. Il governo messicano adottò in alcuni periodi politiche di repressione militare e ricompense per l'uccisione o la cattura di Apache, mentre diverse bande apache condussero incursioni contro insediamenti, ranch e linee di comunicazione nel Messico settentrionale.

In seguito alla guerra messico-statunitense, il trattato di Guadalupe Hidalgo del 1848 trasferì agli Stati Uniti gran parte del Sud-Ovest nordamericano, inclusa la maggior parte dell'attuale Arizona. La parte meridionale dell'attuale Stato fu acquisita pochi anni dopo con l'Acquisto Gadsden, concluso nel 1854, che fissò in larga misura l'attuale confine tra Stati Uniti e Messico e fornì agli Stati Uniti un corridoio meridionale ritenuto utile per una futura ferrovia transcontinentale.

Il passaggio sotto il controllo statunitense non pose fine ai conflitti. Nel XIX secolo l'esercito statunitense, i coloni e diverse popolazioni native entrarono in una lunga fase di guerra: le guerre apache coinvolsero, tra gli altri, i Chiricahua guidati da capi come Cochise e Geronimo. Il trattato stipulato con Cochise nel 1872 garantì per un breve periodo una riserva ai Chiricahua, ma gli accordi furono successivamente modificati o disattesi dalle autorità statunitensi. La resa finale di Geronimo, nel 1886, segnò la conclusione delle principali campagne militari contro i Chiricahua, ma fu seguita dalla deportazione e dall'internamento di molti Apache come prigionieri di guerra.

Anche i Navajo subirono una rimozione forzata. Tra il 1863 e il 1866 migliaia di Diné furono costretti dall'esercito statunitense a marciare verso la riserva di Bosque Redondo, nel Nuovo Messico, in quello che è noto come Long Walk. Le condizioni nella riserva furono dure, segnate da insufficienza alimentare, malattie e fallimenti agricoli; nel 1868 i Navajo ottennero il diritto di tornare in una parte del loro territorio tradizionale.

Durante la guerra di secessione americana, l'area ebbe importanza strategica per il controllo delle rotte verso la California. Il Territorio dell'Arizona fu istituito dagli Stati Uniti nel 1863, separandolo dal Territorio del Nuovo Messico. Dopo un lungo periodo territoriale, l'Arizona fu ammessa nell'Unione il 14 febbraio 1912, diventando il 48º Stato degli Stati Uniti.

Tra la fine del XIX e l'inizio del XX secolo, l'economia dell'Arizona si sviluppò intorno all'estrazione mineraria, all'allevamento, all'agricoltura irrigua e al commercio ferroviario. Il rame divenne una delle principali risorse dello Stato, con importanti centri minerari come Bisbee, Jerome e Morenci. L'espansione mineraria attirò lavoratori messicani, nativi, afroamericani, europei e statunitensi, ma fu accompagnata da forti disuguaglianze salariali, discriminazione razziale e conflitti sindacali.

L'episodio che più riflette il clima di tensione sociale e antisindacale che caratterizzò molte comunità minerarie dell'Ovest statunitense durante la prima guerra mondiale fu sicuramente la deportazione di Bisbee del 1917, quando oltre mille minatori in sciopero e loro sostenitori furono arrestati illegalmente, caricati su treni merci e abbandonati nel Nuovo Messico.

Nel corso del Novecento l'Arizona conobbe una trasformazione economica e demografica profonda. I progetti di irrigazione e controllo delle acque, come quelli legati al fiume Salt e successivamente al Central Arizona Project, resero possibile l'espansione agricola e urbana in ampie aree desertiche. Tuttavia, lo sviluppo dipese sempre più da infrastrutture idriche complesse e da una gestione controversa delle risorse del fiume Colorado, portando ad ulteriori diseguaglianze a causa dell'accentramento coloniale delle risorse idriche.

Durante la Grande depressione, l'economia dello Stato, dipendente dall'estrazione mineraria, dall'agricoltura e dall'allevamento, fu colpita dalla crisi. In questo periodo, come in altre aree degli Stati Uniti, lavoratori e famiglie di origine messicana furono colpiti da campagne di rimpatrio e deportazione, spesso motivate da ragioni economiche e politiche oltre che migratorie.

Durante la seconda guerra mondiale, la domanda di rame e di altri materiali strategici favorì la ripresa dell'attività mineraria. Lo Stato divenne anche un centro militare e aerospaziale, grazie alla presenza di basi, campi di addestramento e industrie legate alla difesa. Installazioni come Fort Huachuca ebbero un ruolo rilevante nella formazione di unità militari, comprese unità afroamericane in un esercito ancora segregato. Nello stesso periodo, militari nativi americani, tra cui i code talker navajo, contribuirono allo sforzo bellico statunitense.

Nel secondo dopoguerra, la crescita di Phoenix, Tucson e di altre città fu favorita dall'espansione delle infrastrutture, dalla diffusione dell'aria condizionata domestica, dallo sviluppo dell'industria aerospaziale, elettronica e militare, e dall'arrivo di nuovi residenti da altre parti degli Stati Uniti. L'Arizona divenne progressivamente uno degli Stati a più rapida crescita demografica del paese.

La crescita economica e urbana fu però accompagnata da persistenti disuguaglianze sociali. Afroamericani, messicano-americani, migranti messicani e popolazioni native subirono forme di segregazione, esclusione abitativa, discriminazione lavorativa e accesso diseguale ai servizi pubblici. Tra gli anni cinquanta e settanta, movimenti per i diritti civili, organizzazioni chicane e movimenti nativi rivendicarono maggiore accesso all'istruzione, alla rappresentanza politica, ai diritti territoriali e al controllo delle risorse naturali.

Dalla seconda metà del XX secolo, l'Arizona ha continuato a svilupparsi come centro urbano, industriale, tecnologico e turistico. L'espansione di Phoenix e dell'area metropolitana circostante, la crescita del settore elettronico e dei semiconduttori, il turismo naturalistico e culturale e la presenza di università e basi militari hanno contribuito alla trasformazione dello Stato. Parallelamente, sono rimaste centrali le questioni relative all'acqua, all'immigrazione, ai diritti delle comunità native, all'impatto ambientale dell'estrazione mineraria e alla sostenibilità dell'urbanizzazione nel deserto.

L'Arizona ha una popolazione pari a 7 171 646 abitanti, suddivisa in diversi gruppi etnici:

Città principali (abitanti, censimento 2018)

Nel 2011 l'Arizona ha prodotto un reddito complessivo di 259 miliardi di dollari, paragonabile a quello di nazioni come Irlanda, Finlandia e Nuova Zelanda. Il PIL pro capite dello Stato è di 40 828 dollari, il 39º negli USA. Il reddito pro capite dell'Arizona è storicamente inferiore alla media statunitense.

Le principali attività sono l'estrazione del rame, la coltivazione del cotone e il turismo.

È meno costoso vivere in una delle principali città dell'Arizona piuttosto che in una delle metropoli nella parte occidentale degli Stati Uniti. Di tutte le metropoli statunitensi, Phoenix risulta essere una di quelle dove il costo della vita è inferiore rispetto alla media nazionale.

L'agricoltura, a causa del clima piuttosto secco, è sostenuta da irrigazione artificiale, possibile grazie a grandi strutture di raccolta dell'acqua come la diga di Hoover (la seconda diga più grande al mondo) e produce soprattutto cotone, ortaggi, agrumi e frutta.

L'Arizona è uno Stato minerario per eccellenza: vi si trovano rame, molibdeno, oro, argento, uranio, mercurio, vanadio, asfalto, pomice, marne da cemento; il rame è il più presente e l'Arizona è tra i primi produttori negli USA. Il rame ha trainato lo sviluppo e la prosperità di questo Stato e viene utilizzato nella distribuzione elettrica, nei componenti elettronici, nei computer, nei frigoriferi, nella produzione di chiavi e monete.

Negli ultimi decenni molte aziende importanti hanno deciso di stabilirsi in Arizona, soprattutto grazie a un sistema di incentivi fiscali molto attraenti per le imprese; lo Stato inoltre vanta una forza lavoro specializzata e molto preparata. I principali comparti economici in Arizona, in termini di occupazione, sono l'aerospaziale, l'elettronica e la produzione di semi-conduttori.

In campo industriale è significativo l'apporto dell'industria cinematografica: fin dall'inizio dello scorso secolo i registi hanno trovato nella parte sudorientale dello Stato le location ideali per l'attività di produzione cinematografica. Sicuramente il clima, la costante presenza del sole e le infinite varietà di paesaggi (dune di sabbia, canyon, deserto, riserve indiane) hanno reso quest'area il posto ideale per la registrazione di innumerevoli film e serie televisive; in Arizona, per esempio, sono state girate molte scene della saga cinematografica di Star Wars. Inoltre, soprattutto in passato, sono stati girati moltissimi film di genere western, rendendo molto famose alcune località dello stato, come la Monument Valley.

In campo turistico ci sono siti che ogni anno attirano milioni di visitatori, come il Grand Canyon, la Monument Valley, l'Horseshoe Bend, il Parco nazionale della foresta pietrificata, il Deserto Dipinto, il Meteor Crater, il deserto di Sonora, le rocce di Chiricahua e il villaggio preistorico del Navajo National Monument.

Università statali

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(Per numero di iscrizioni)

L'Arizona mantiene la pena di morte che viene eseguita tramite l'iniezione letale. Tuttavia per i reati commessi prima del 1998 era possibile, solo se il condannato lo desiderava, utilizzare la camera a gas.

Le franchigie dell'Arizona che partecipano al Big Four (le quattro grandi leghe sportive professionistiche americane) sono le seguenti:

A Eloy, tra le città di Phoenix e Tucson, ha anche sede uno dei più importanti centri di paracadutismo del mondo. Sempre a Phoenix è presente il circuito Phoenix International Raceway, valevole per il campionato NASCAR.

  1. United States Census Quick Facts Arizona, su census.gov. URL consultato il 22 marzo 2026.
  2. ariżonése, in Treccani.it – Vocabolario Treccani on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
  3. ariżoniano - Treccani, su Treccani. URL consultato il 20 marzo 2024.
  4. Luciano Canepari, Arizona, in Il DiPI: dizionario di pronuncia italiana, Bologna, Zanichelli, 1999, ISBN 88-08-09344-1.
  5. The State of Arizona - An Introduction to the Grand Canyon State from NETSTATE.COM, su netstate.com. URL consultato il 3 maggio 2020 (archiviato il 5 ottobre 2019).
  6. Arizona, su Britannica.
  7. (EN) Clay Thompson, A sorry state of affairs when views change, su azcentral.com, 25 febbraio 2007. URL consultato il 21 novembre 2021 (archiviato dall'url originale il 4 giugno 2012).

Voci correlate

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Altri progetti

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