Jack Nicholson ha recitato in The Godfather?

La domanda se Jack Nicholson abbia recitato in The Godfather riaffiora spesso nelle conversazioni tra cinefili. Il tema tocca nervi sensibili: il mito del casting perfetto, le scelte artistiche e le implicazioni culturali. In questo articolo analizziamo fatti, numeri e fonti per chiarire definitivamente il ruolo di Nicholson rispetto a Il Padrino.

Jack Nicholson ha recitato in The Godfather?

La risposta breve e: no, Jack Nicholson non ha recitato in The Godfather (Il Padrino, 1972). Eppure la sua ombra aleggia da decenni attorno alla leggenda del film, in particolare perche il suo nome fu effettivamente discusso nelle fasi preliminari del casting. Lo stesso Nicholson ha raccontato piu volte di aver considerato l’offerta di interpretare Michael Corleone, salvo poi declinare. In dichiarazioni rilasciate negli anni 2000, l’attore ha spiegato che riteneva che un ruolo cosi profondamente radicato nell’identita italoamericana dovesse essere affidato a un interprete con quella specifica ascendenza. Francis Ford Coppola, coerente con la sua visione, avrebbe poi puntato con decisione su Al Pacino, allora non ancora una star, ma che incarna in modo magnetico la trasformazione glaciale di Michael.

Chiarire la confusione e importante per almeno tre motivi. Primo, per ristabilire l’accuratezza storica: Il Padrino e un film ampiamente documentato, con commenti del regista, interviste e materiali d’archivio che confermano i processi di selezione. Secondo, per comprendere quanto il successo del film, premiato con 3 Oscar dall’Academy of Motion Picture Arts and Sciences (Miglior Film, Miglior Attore a Marlon Brando, Miglior Sceneggiatura non originale a Coppola e Puzo), si debba anche alla coerenza del casting. Terzo, per mettere in prospettiva la carriera di Nicholson: nel primo quinquennio degli anni 70, l’attore costruiva un percorso parallelo con titoli che avrebbero segnato la New Hollywood, da Five Easy Pieces a Chinatown, fino a Qualcuno volo sul nido del cuculo, che nel 1976 gli valse il suo primo Oscar come Protagonista.

Ad oggi, consultando fonti pubbliche affidabili nel 2025, non compare alcun credito ufficiale di Nicholson in The Godfather su database come IMDb, cataloghi dell’Academy o materiali promozionali di Paramount. Il suo nome non e presente nei titoli di testa o di coda, ne nelle schede dei ruoli principali o di supporto. L’equivoco resiste perche la cultura pop miscela memoria collettiva, aneddoti e ipotesi what if. Tuttavia, la realta storica e inequivocabile: il ruolo di Michael fu di Al Pacino; quello di Sonny di James Caan; quello di Tom Hagen di Robert Duvall. Nicholson non appare nel film in alcun modo accreditato o non accreditato.

Come si e arrivati al casting di The Godfather (1971-1972)

Il processo di casting de Il Padrino fu complesso e spesso conflittuale. La Paramount desiderava un volto piu noto per Michael Corleone, mentre Coppola insisteva per Al Pacino, allora percepito come troppo “piccolo” di statura e privo della star power richiesta per un colossal. Nel frattempo circolavano molti nomi, tra cui attori gia affermati e promesse emergenti. In questo clima, nomi come Jack Nicholson potevano riemergere in discussioni informali o in valutazioni interne: il suo profilo, in crescita rapida dopo Easy Rider (1969) e Five Easy Pieces (1970), ne faceva un candidato teorico appetibile per lo studio, interessato a bilanciare credibilita artistica e potenziale commerciale.

A livello storico, e documentato che Coppola abbia difeso a oltranza Pacino, ritenendolo il volto giusto per il percorso psicologico di Michael. Il regista lavorava anche su equilibri etnici e linguistici, dai dialetti alla gestualita, per rendere autentico il mondo dei Corleone. Il budget relativamente contenuto per l’epoca, attorno ai 6-7,2 milioni di dollari, imponeva decisioni precise: investire sull’atmosfera, sulla fotografia di Gordon Willis, sulla musica di Nino Rota e su un cast che sapesse rendere credibili i legami familiari, le alleanze e i tradimenti. Nel 2025, la ricostruzione accademica di questi passaggi e salda: libri di produzione, interviste e commenti nelle edizioni Home Video 4K del 2022 ripercorrono quelli che furono mesi decisivi per uno dei casting piu influenti della storia del cinema.

Per chiarire il contesto delle alternative considerate per Michael, e utile ricordare i nomi che circolarono all’epoca tra voci di studio e provini.

Possibili candidati discussi o provati secondo cronache dell’epoca:

  • Al Pacino: fortemente voluto da Coppola, inizialmente osteggiato dallo studio, poi scelto e consacrato dal ruolo.
  • James Caan: fece provini per Michael ma fu dirottato su Sonny, ruolo in cui eccelle.
  • Martin Sheen: tra i nomi emergenti valutati in fase di provini e colloqui preliminari.
  • Warren Beatty e Robert Redford: preferenze di studio per un volto piu “bankable”, mai concretizzate.
  • Dustin Hoffman: associato talvolta alle voci, rappresentava un certo tipo di intensita attoriale coeva.
  • Jack Nicholson: considerazione teorica e successivo rifiuto, come riportato dallo stesso attore in interviste successive.

Che queste ipotesi non si siano trasformate in contratti finali non toglie che abbiano alimentato la mitologia del film. Nel frattempo, i numeri del risultato finale raccontano la bonta delle scelte: al botteghino The Godfather incasso oltre 250 milioni di dollari nel mondo nei primi anni di sfruttamento, diventando, secondo Box Office Mojo, uno dei piu grandi successi degli anni 70. La pellicola ottenne 10 nomination agli Oscar 1973, vincendone 3 secondo l’Academy. Questi dati, ancora oggi citati nelle rassegne del 50esimo anniversario (2022), confermano che l’aderenza tra visione registica e casting fu una leva determinante per il successo.

Perche Nicholson disse di no e la questione della rappresentazione

Il rifiuto di Jack Nicholson, per quanto sorprendente agli occhi di molti, e coerente con due dimensioni: etica professionale e strategia di carriera. Da un lato, l’attore ha espresso piu volte l’idea che Michael Corleone dovesse essere interpretato da un italoamericano, argomentando che alcune identita culturali richiedono un grado di prossimita per essere rese al massimo livello. Non si tratta di una regola rigida, ma di un principio guida che in quegli anni stava emergendo con forza nel dibattito artistico. Dall’altro lato, Nicholson costruiva una filmografia in cui la sua personalita scenica, ironica e inquieta, poteva risaltare senza compromessi in progetti come The Last Detail (1973) o Chinatown (1974), quest’ultimo candidato a 11 Oscar.

La rappresentazione autentica ha assunto un peso crescente nelle pratiche industriali. Gia negli anni 70, l’attenzione di Coppola all’italoamericanita non era un vezzo, ma una scelta estetica e politica. Oggi, nel 2025, questa istanza e sostenuta da dati e policy. Organismi come la Academy of Motion Picture Arts and Sciences hanno introdotto standard di inclusione per l’eleggibilita al Miglior Film (in vigore dal 2024), promuovendo una piu ampia rappresentazione davanti e dietro la macchina da presa. Sebbene questi standard non riguardino retroattivamente film come Il Padrino, testimoniano una sensibilita che Nicholson, a modo suo, anticipo con la decisione di rinunciare a Michael.

Esistono inoltre dati demografici che aiutano a leggere la dimensione culturale del ruolo. Secondo le stime del US Census Bureau, la popolazione che si identifica con origini italiane negli Stati Uniti e attorno ai 16-17 milioni di persone, pari a circa il 5% della popolazione (American Community Survey, consultazioni 2023-2025). Questa presenza storicamente significativa spiega anche perche l’autenticita di accenti, dinamiche familiari e codici sociali fosse al centro del progetto di Coppola: non solo per la verosimiglianza, ma per il rispetto verso una comunita che avrebbe guardato al film come a uno specchio culturale.

Dal punto di vista strategico, dire di no al Padrino non ridusse lo slancio di Nicholson; anzi, libero tempo e energie per opere che gli valsero 12 nomination complessive agli Oscar in carriera e 3 vittorie (1976, 1984, 1998), dati ufficiali dell’Academy aggiornati al 2025. La sua scelta dimostra che rifiutare un ruolo iconico non e sempre un errore: talvolta e un gesto di coerenza che si allinea alle opportunita future e a una visione d’insieme della propria identita artistica.

Cosa avrebbe cambiato la presenza di Nicholson: un esercizio critico

Provare a immaginare Il Padrino con Nicholson nel ruolo di Michael e un esercizio interessante ma delicato. L’attore a inizio anni 70 era gia sinonimo di intelligenza tagliente, ironia corrosiva e una vena di follia controllata. In Michael, invece, assistiamo a un’oscurita che si incunea lentamente sotto una superficie di autocontrollo quasi monastico: sguardi fermi, parole misurate, un’anima che si ghiaccia scena dopo scena. La performance di Pacino e tutta sottrazione, una dialettica di minuscoli movimenti e improvvise detonazioni (la scena del ristorante e l’emblema). Nicholson, per temperamento scenico, tendeva in quel periodo a una energia piu estroflessa, a una tensione nervosa che vibra, ad accenti piu marcati di ambiguita aperta. Questo non significa che non avrebbe potuto interpretare la parte; significa che probabilmente l’avrebbe spinta verso un’altra frequenza emotiva.

In termini di resa narrativa, un Michael-Nicholson avrebbe potuto spostare l’asse percettivo dello spettatore, enfatizzando l’inquietudine piu esplicita e introducendo un sottotesto di ironia sinistra che e invece quasi del tutto assente nella prova di Pacino. Anche gli equilibri con Sonny (James Caan) e Tom (Robert Duvall) sarebbero cambiati: il primo e una carica esplosiva, il secondo un consigliere stoico e bilanciato. Con Nicholson, la triade poteva assumere un assetto piu instabile, con due polarita forti (Nicholson e Caan) e un solo contrappeso (Duvall). Coppola, che cercava una spirale inesorabile verso il gelo del potere, ha trovato in Pacino l’ideale vettore; con Nicholson il film sarebbe forse apparso piu elettrico ma meno glaciale, piu attratto dal baratro dell’eccesso che dall’orrore della calma.

Va anche considerato l’effetto sui riconoscimenti. Nel 1973 Il Padrino ottenne 10 nomination agli Oscar e 3 statuette. E le scelte di casting hanno certamente influito su tale esito. Le statistiche comparate su Rotten Tomatoes, consultate nel 2025, indicano per Il Padrino un Tomatometer attorno al 97% e un Audience Score intorno al 98%. Questi numeri, insieme a un rating IMDb stabile intorno a 9,2/10 e al posizionamento costante nelle prime posizioni della Top 250, suggeriscono che la versione del film che conosciamo ha fissato un canone. Un’altra configurazione di casting avrebbe potuto generare un grande film diverso, ma il vertice raggiunto da quello reale rende ogni controfattuale, per definizione, piu fragile.

Infine, la traiettoria di Nicholson negli anni immediatamente successivi dimostra che le sue migliori carte erano altrove: Chinatown (1974), con 11 nomination agli Oscar, e Qualcuno volo sul nido del cuculo (1975), che vinse 5 premi principali agli Oscar 1976, inclusi Miglior Film e Miglior Attore, primato rarissimo secondo i record dell’Academy. Alterare questo equilibrio storico significherebbe riscrivere non solo Il Padrino, ma tutta la mappa della New Hollywood.

I numeri del successo de Il Padrino e il ruolo di Pacino

Misurare il contributo di Pacino al successo del Padrino passa anche per i numeri. Partiamo dal box office: stime storiche attribuiscono al film oltre 250 milioni di dollari nel mondo nei primi cicli di sfruttamento, con un budget di circa 6-7,2 milioni. Nel mercato statunitense, The Godfather e stato per un lungo periodo il film piu visto dell’anno 1972. Il successo non e solo economico: ai premi Oscar 1973 (dati AMPAS), il film ottenne 10 nomination, vincendo 3 statuette. Pacino, presentato come non protagonista per il primo capitolo, ricevette la nomination ma non la vittoria; una questione spesso discussa dagli storici del cinema, dato il suo tempo in scena e il peso drammaturgico.

Guardando agli indicatori di qualita, le piattaforme di aggregazione mantengono valori altissimi nel 2025: Rotten Tomatoes riporta una valutazione critica intorno al 97% e un giudizio del pubblico intorno al 98%; IMDb registra circa 9,2/10 con milioni di voti cumulati. L’American Film Institute posiziona Il Padrino stabilmente tra i primissimi film di tutti i tempi (AFI 100 Years… 100 Movies), spesso al secondo posto dietro Quarto Potere; una gerarchia ripresa in molte liste accademiche e giornalistiche. L’effetto Pacino si legge anche nelle curve di carriera: dopo Il Padrino I e II (1974), l’attore si e consolidato come volto simbolo del dramma criminale, fino all’Oscar 1993 per Scent of a Woman. Nel 2025, Pacino rimane tra i performer piu citati come standard di recitazione trasformativa.

Traguardi e indicatori chiave associati a Il Padrino (dati consultati fino al 2025):

  • 10 nomination agli Oscar 1973 e 3 vittorie (AMPAS): Miglior Film, Miglior Attore (Brando), Miglior Sceneggiatura non originale.
  • Budget stimato tra 6 e 7,2 milioni di dollari; incassi globali storici oltre 250 milioni.
  • Valutazione Rotten Tomatoes circa 97% critici, 98% pubblico; rating IMDb intorno a 9,2/10.
  • Inserimento stabile dell’AFI tra i massimi film della storia del cinema statunitense.
  • Restauro in 4K per il 50esimo anniversario (2022) a cura di Paramount e del team di Francis Ford Coppola, che ha rinnovato la fruizione su supporti fisici e piattaforme digitali.

In questo quadro, la presenza di Nicholson sarebbe stata un fattore di rischio e opportunita. Ma la somma delle scelte effettive ha prodotto un equilibrio quasi irripetibile. La prova di Pacino e misurata, ipnotica, capace di trasformare il silenzio in linguaggio del potere. Le metriche del 2025 confermano che questo equilibrio continua a funzionare per nuovi pubblici: il film viene riproposto ciclicamente in sale, retrospettive e servizi di streaming, raccogliendo generazioni di spettatori sempre piu lontani temporalmente dagli anni 70 ma ancora catturati dalla sua grammatica visiva e morale.

Cosa dicono le istituzioni e le fonti autorevoli

Chiarire definitivamente la posizione di Nicholson rispetto a Il Padrino richiede affidarsi a fonti e istituzioni con processi di verifica. La Academy of Motion Picture Arts and Sciences mantiene archivi dettagliati su candidature, premi e crediti ufficiali: Nicholson non figura in alcun ruolo per The Godfather. L’American Film Institute, nei suoi materiali di studio e nelle voci dedicate ai grandi film della storia USA, non attribuisce alcuna partecipazione a Nicholson nel cast del Padrino. Paramount, detentrice dei diritti, ha pubblicato note e materiali nelle edizioni restaurate (in particolare per il 50esimo del 2022) che presentano cast e troupe accreditati senza alcuna menzione dell’attore in questione. Queste tre fonti, insieme, costituiscono una triangolazione istituzionale solida.

A livello di stampa e saggistica, biografie e interviste a Nicholson riportano il suo rifiuto di Michael Corleone come scelta di principio. Le interviste, seppur variabili nei dettagli, convergono sul nucleo: riconoscimento dell’identita culturale del personaggio e fiducia nel fatto che un attore italoamericano potesse incarnarla con maggiore verita. Ci sono poi i commenti audio di Coppola presenti in alcune edizioni Home Video, in cui il regista ripercorre le battaglie con lo studio per affermare Pacino. Infine, database come IMDb, pur non essendo un’istituzione pubblica, rappresentano un riferimento industriale aggiornato: al 2025 non compaiono entry che colleghino formalmente Nicholson al film, neanche come non accreditato.

Indicatori di affidabilita e tracce documentali ricorrenti:

  • Archivi AMPAS: lista ufficiale di nomination e vincitori, con crediti di cast e crew associati ai film premiati.
  • AFI: schede di studio, liste canoniche e materiali didattici che riportano cast confermati.
  • Note di Paramount nelle edizioni restaurate e nei comunicati per il 50esimo (2022), con elenco puntuale dei partecipanti.
  • Interviste a Nicholson pubblicate in riviste e raccolte retrospettive, con dichiarazioni sul rifiuto del ruolo di Michael.
  • Commenti e saggi accademici che analizzano la filiera del casting, inclusi i provini e le preferenze di studio.

Questa convergenza di fonti e cruciale per contrastare la disinformazione che spesso prolifera online, dove affermazioni non verificate possono sedimentare come “verita” popolari. Nel 2025, con l’ampia digitalizzazione degli archivi e la crescente attenzione alla preservazione promossa da organismi come la Library of Congress e da network archivistici internazionali, e piu semplice che in passato tornare ai documenti primari. La verifica incrociata porta a un esito univoco: Nicholson non ha recitato nel Padrino; il suo nome appartiene al campo delle considerazioni preliminari e della storia orale del casting, non alla filmografia ufficiale del film.

Nicholson negli anni 70: traiettoria parallela e dati di carriera

Comprendere perche il rifiuto di The Godfather non fu un autogol per Nicholson richiede uno sguardo ai suoi numeri e alle sue scelte dal 1969 al 1976. Dopo Easy Rider (1969), Nicholson si impose come volto della controcultura cinematografica. Five Easy Pieces (1970) gli valse una nomination all’Oscar e definisce il suo personaggio pubblico: alienato lucido, capace di una rabbia contenuta e di intimi collassi emotivi. The Last Detail (1973) amplifica la sua reputazione di attore capace di umorismo amaro e realismo crudo. Chinatown (1974), capolavoro di noir moderno, fu un trionfo critico e industriale, con 11 nomination agli Oscar e una vittoria per la sceneggiatura. Nel 1976, Qualcuno volo sul nido del cuculo gli porto la prima statuetta come Miglior Attore, all’interno di un “Big Five” rarissimo (Film, Regia, Attore, Attrice, Sceneggiatura).

Questi risultati sono quantificabili: al 2025, l’Academy accredita a Nicholson 12 nomination totali agli Oscar e 3 vittorie (1976, 1984 per Terms of Endearment, 1998 per As Good as It Gets). Secondo i database industriali consultati nel 2025, Nicholson conta oltre 80 crediti come attore tra cinema e televisione. La sua capacita di generare valore al botteghino negli anni 70 e 80 e ben documentata: Chinatown ebbe ottimi risultati commerciali e un impatto culturale vastissimo, mentre One Flew Over the Cuckoo’s Nest fu fenomeno globale e culturale.

Anche sul versante di immagine e riconoscibilita, i dati sono eloquenti: sondaggi di percezione pubblica condotti periodicamente da istituti di ricerca sui media collocano da decenni il suo nome tra le icone piu riconosciute del cinema americano. Se misurassimo l’“equity” del brand Nicholson in quegli anni, potremmo dire che rifiutare The Godfather ha preservato una traiettoria coerente con la sua cifra stilistica, facilitando ruoli che reclamavano proprio il suo tipo di energia. A posteriori, i percorsi divergenti di Pacino e Nicholson hanno consentito alla New Hollywood di esprimere due archetipi complementari: il potere gelido e calcolatore (Pacino-Michael) e l’inquietudine charismatica e ribelle (Nicholson in Chinatown e oltre).

In sintesi, le metriche 1969-1976 non mostrano criticita imputabili al mancato coinvolgimento ne Il Padrino. Al contrario, segnalano un allineamento virtuoso tra identita attoriale, scelte di progetto e riconoscimenti istituzionali. E un caso esemplare di come una scelta di rifiuto, se motivata da ragioni artistiche e culturali, possa essere parte integrante di una strategia di lungo periodo di straordinario successo.

Miti ricorrenti e come verificarli oggi

Nell’ecosistema digitale del 2025, i miti si propagano rapidamente. Quello su Jack Nicholson nel Padrino e resistente perche combina tre elementi: l’appeal del “cast che poteva essere”, la fama dell’attore e la tendenza della memoria collettiva a confondere discussione preliminare con partecipazione reale. Per gestire questi miti, serve un metodo di verifica semplice e replicabile, fondato su fonti primarie e istituzionali. E utile, inoltre, riconoscere gli indicatori di rischio informativo, come affermazioni senza citazioni, immagini manipolate e confusione tra i vari capitoli della saga (Il Padrino I, II, III).

Controlli pratici per distinguere mito e realta nel 2025:

  • Verificare i crediti ufficiali su database affidabili: scheda AMPAS, materiali AFI, cataloghi Paramount, voci IMDb aggiornate.
  • Consultare le edizioni Home Video ufficiali (DVD, Blu-ray, 4K 2022) che includono elenchi completi di cast e commenti del regista.
  • Incrociare le interviste di Nicholson: cercare dichiarazioni coerenti nel tempo sul rifiuto di Michael Corleone.
  • Distinguere tra “considerato per il ruolo” e “scritturato”: la prima e una fase informale, la seconda e un contratto firmato con accredito.
  • Fare attenzione a post virali senza fonti o a liste di “casting alternativi” prive di riferimenti documentali verificabili.

Anche la confusione tra i capitoli della saga alimenta l’errore. Alcuni scambiano la presenza di attori ricorrenti o volti poi divenuti celebri con la partecipazione di Nicholson. Altri attribuiscono a The Godfather I elementi presi da The Godfather Part II o Part III, generando un calderone indistinto. L’uso di strumenti digitali, dalle timeline automatizzate alle ricerche per script e titoli di coda, aiuta a separare fatti da rumor. Inoltre, la prassi accademica incoraggia la citazione delle fonti: nella storiografia del cinema, ogni affermazione su casting e riprese dovrebbe essere sostenuta da documenti o testimonianze primarie.

Infine, un cenno sulla “logica del plausibile”: poiche Nicholson era gia una star in ascesa, molti trovano naturale immaginare che potesse essere stato coinvolto. Ma il plausibile non basta. Le cifre, gli archivi e le istituzioni convergono: Nicholson non compare in alcun ruolo nel Padrino. Il mito, pur affascinante, resta tale finche non esistono prove contrarie basate su documenti affidabili.

Il Padrino oggi: preservazione, fruizione e dati aggiornati

Nel 2025 Il Padrino continua a vivere grazie a restauri, programmazioni speciali e un costante ricambio di spettatori. Il restauro in 4K del 2022, curato da Paramount con la supervisione di Coppola, ha portato a una nuova impennata di vendite e noleggi digitali, oltre a proiezioni evento in sale selezionate. Sebbene le piattaforme non pubblichino sempre dati granulari titolo per titolo, i report di settore indicano che i classici di catalogo beneficiano di finestre promozionali e ricorrenze anniversarie con incrementi significativi di consumo. La Motion Picture Association, nei suoi report annuali sul mercato globale dell’intrattenimento domestico, segnala una crescita strutturale dello streaming e una tenuta sorprendente del physical premium per i classici restaurati, tendenza osservabile anche nella ricezione del Padrino post-2022.

La tenuta del film si misura anche nelle metriche qualitative: nel 2025 rimane tra i titoli piu studiati nei corsi universitari di cinema, con attenzione a fotografia, montaggio, musica e direzione attoriale. AFI e altre istituzioni educative continuano a proporlo come benchmark per la narrazione classica. La giovinezza dei pubblici non ne erode l’impatto: anzi, la distanza storica sembra accrescere il fascino del suo mondo chiuso, regolato da codici morali spietati e da un’estetica del potere che oggi, nell’era delle serie di prestigio, risuona con forza rinnovata. In questo contesto, la leggenda del casting, inclusa la suggestione Nicholson, funziona come porta d’ingresso nelle dinamiche industriali del cinema degli anni 70.

Fattori che sostengono la longevita del Padrino nel 2025:

  • Restauri di alta qualita (4K 2022) che migliorano drasticamente l’esperienza audiovisiva.
  • Programmazioni evento e rassegne curate da cineteche e festival, che rinnovano la ritualita della visione in sala.
  • Presenza continuativa sui cataloghi streaming e cicli promozionali legati ad anniversari e premi.
  • Inclusione nei curricula accademici e nei materiali didattici di AFI e altre istituzioni culturali.
  • Discorso pubblico costante su mito, etica del potere, famiglia e identita, che mantiene il film “vivo” per nuove generazioni.

Quanto a Jack Nicholson, il suo nome resta legato al Padrino come ipotesi che illumina per contrasto le scelte che sono state fatte. La storia del cinema e fatta anche di ruoli non interpretati, di strade non percorse che, tuttavia, contribuiscono a definire le opere per cio che sono. Le evidenze del 2025, tra numeri, archivi e istituzioni, raccontano con chiarezza: Nicholson non e nel Padrino, e proprio questa assenza aiuta a vedere meglio la precisione chirurgica con cui il film e stato costruito e tramandato.

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